Pluda (Cisl): l’automazione ci sfida, la risposta è nella formazione

Alla sfida dell’automazione si risponde con la formazione e la riqualificazione dei lavoratori. Alberto Pluda, leader provinciale della Cisl, lo sottolinea al Giornale di Brescia che dedica oggi una pagina alla ricerca di Confartigianato sui rischi occupazionali derivanti dall’automazione. Per l’associazione delle imprese artigiane, nel bresciano sono 34.304 i posti di lavoro che verranno messi a rischio nel prossimo futuro. Ma la nostra – afferma l’indagine – è tra le province che possono contare su buoni strumenti di compensazione: laureati, propensione a fare rete, formazione continua dei lavoratori, brevetti e capacità di esportare sono variabili importanti in grado di far emergere i tratti distintivi tra uomo e macchina.

 

Quali allora gli strumenti a disposizione dei territori, e in particolar modo dei sindacati, per far si? che la tanto discussa e osannata Industria 4.0 non si rivolti contro l’occupazione? scrive questa mattina il Giornale di Brescia in un articolo a commento dei dati.

“Innanzitutto deve essere a tutti chiaro che non c’è settore che sia al sicuro – risponde Pluda – sia esso quello artigiano o industriale. Certo è che l’artigianato, che vive dell’indotto del manifatturiero, è destinato a soffrire in modo particolarmente accentuato”. Per il numero uno dell’organizzazione di via Altipiano d’Asiago la strada da seguire si snoda verso due direzioni, distinte ma strettamente legate l’una all’altra. «Dobbiamo rafforzare il rapporto nella bilateralità, attraverso sì il sostegno al reddito ma soprattutto puntando con forza sulle politiche attive. Penso per esempio a tutte le attività di riqualificazione e ricollocamento del personale, approcci imprescindibili ora che la trasformazione sempre più frenetica è diventata la normalità”.

 

 

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