Chimico-Farmaceutico, rinnovato il contratto nazionale di lavoro

A sei mesi dalla sua scadenza naturale, nella tarda serata di ieri e? stata raggiunta l’intesa per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori del settore chimico-farmaceutico. L’hanno sottoscritta Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil con Federchimica e Farmindustria. Si tratta del primo contratto nazionale di lavoro che applica l’accordo interconfederale sulla contrattazione del marzo scorso e prevede il superamento della fase di verifica degli scostamenti legata esclusivamente all’inflazione, inserendo salario variabile legato agli scenari di settore. Il rinnovo contrattuale riguarda oltre 176.000 lavoratori in piu? di 2700 imprese: scadrà il 30 giugno 2022.

L’intesa prevede un aumento medio di 97 euro che sarà corrisposto in 4 tranche; fin da questo mese sarà? confermato l’Elemento distinto del reddito di 22 euro a cui si aggiungeranno altri 9 euro da gennaio 2019 derivanti dalle verifiche del passato contratto. E’ stato inoltre deciso l’aumento di 1 euro per i turni notturni.

Per far fronte al problema dell’invecchiamento attivo del personale del settore chimico-farmaceutico e per favorire un adeguato ricambio generazionale il nuovo contratto prevede la possibilità? di una riduzione dell’orario di lavoro per i lavoratori più? anziani favorendo cosi? l’ingresso di giovani. Si da la possibilità?, inoltre, di destinare le risorse economiche del premio di partecipazione per favorire questa iniziativa.

Sul tema dell’innovazione e dell’avanzamento scaturito da questa particolare fase storica (Industria 4.0) e? previsto che nella contrattazione di secondo livello si possano determinare nuovi profili professionali e nuovi inquadramenti specifici che tengano conto dei nuovi “ruoli” che si andranno a creare in azienda.

“Con questo accordo – scrivono le sigle sindacali – abbiamo tutelato il potere d’acquisto dei lavoratori in un momento di bassa crescita del Paese sottraendolo alla sola misura dell’inflazione. Abbiamo, cosi?, posto le premesse per uno sviluppo concreto dell’economia nazionale attraverso la parte di industria che rappresentiamo”.

La parola passa ora ai lavoratori che saranno chiamati nelle assemblee a valutare i contenuti del rinnovo contrattuale.

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