Voucher in agricoltura, un ritorno alla confusione che preoccupa

“Non sappiamo se essere perplessi oppure preoccupati dalle dichiarazioni del Governo e dell’assessorato all’agricoltura lombardo circa la necessità di reintrodurre i voucher in agricoltura”. Lo scrivono Daniele Cavalleri, Enrico Nozza Bielli e Michele Saleri, segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil in un documento unitario.

 

 

“In agricoltura i voucher ci sono già dal 2008 per permettere di far lavorare pensionati, studenti e fruitori di ammortizzatori, per un limite annuo di ben 5000 euro. Storicamente questo strumento non è mai stato molto utilizzato nel settore in quanto ne esiste già uno contrattuale, l’avventiziato, che permette di assumere i lavoratori anche a giornata, un vero e proprio lavoro a chiamata, che risponde – nella legalità – alle esigenze di flessibilità delle aziende per le campagne di raccolta estive. Essendo l’avventiziato normato contrattualmente, garantisce regole certe su orario di lavoro giornaliero, paga oraria, copertura assicurativa e previdenziale e, soprattutto, dà la possibilità di poter fruire di ammortizzatori sociali specifici (la disoccupazione agricola) utile anche ai fini pensionistici.

Siamo dunque preoccupati perché una scelta simile, cedendo alle pressioni delle associazioni datoriali dell’agricoltura, permetterebbe di aggirare il contratto collettivo, di destrutturare il lavoro agricolo stagionale e farne un “non lavoro . Temiamo che il vero obiettivo sia quello di voler rendere tutto il lavoro agricolo stagionale pagabile con i voucher, la cui scarsissima tutela previdenziale andrebbe di fatto a dare una parvenza di copertura legale al “lavoro nero”.

Il Contratto Nazionale di Lavoro del settore è stato appena firmato e sono in atto le assemblee sul territorio in cui andremo a spiegare ai lavoratori la nostra contrarietà ad un ritorno al passato che condannerebbe i lavoratori agricoli ad essere considerati “lavoratori di serie B”.

All’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, il quale sostiene che i voucher siano necessari per lavoratori stagionali in agricoltura, rispondiamo che da lui ci aspettiamo un controllo sul territorio lombardo affinché siano applicate le norme esistenti a partire della legge 199/2016 contro lo sfruttamento sul lavoro e il caporalato e l’applicazione delle norme contrattuali dei contratti territoriali e di quelle previste dal Contratto Nazionale di Lavoro”.

 

 

 

Etichette: nessuna etichetta