I contratti a termine trainano l’occupazione. La Cisl: aziende spregiudicate

Il report  Istat sul mercato del lavoro nel primo trimestre del 2018 registra un aumento degli occupati di 147mila unità rispetto allo stesso periodo del 2017 (+0,6%): l’aumento si deve ai dipendenti con contratto a termine, che salgono di 385 mila unità, mentre calano i tempi indeterminati e gli autonomi. Il tasso di disoccupazione si attesta all’11,1% con una crescita di 0,1 punti rispetto al trimestre precedente ed un calo di 0,5 punti rispetto allo stesso periodo del 2017. I disoccupati sono 2 milioni 893 mila.

“Questi dati – ha commentato Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl – trovano solo una parziale spiegazione nella fisiologia dei comportamenti economici, in presenza di una ripresa economica non ancora consolidata. Una parte di spiegazione va infatti ricercata nei comportamenti patologici di alcune aziende che lavorano con piattaforme digitali. A problemi complessi servono risposte riflettute ed articolate: si deve partire sia con misure da tempo attese come il rafforzamento delle politiche attive, sia con un confronto tra governo e parti sociali per arginare i comportamenti spregiudicati”.

 

 

Nel confronto tendenziale, per il quarto trimestre consecutivo prosegue la diminuzione dei disoccupati (-135.000 in un anno, -4,3%) che interessa entrambi i generi e in circa nove casi su dieci riguarda i giovani 15-34enni.

 

Dal lato delle imprese si confermano i segnali di crescita congiunturale della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti dello 0,8% sul trimestre precedente e del 3,3% su base annua, sintesi della crescita sia dell’industria sia dei servizi. L’aumento delle posizioni lavorative è tuttavia associato a una diminuzione delle ore lavorate per dipendente su base congiunturale (-0,5%), mentre queste rimangono invariate su base annua.

Continua la flessione del ricorso alla cassa integrazione. Il tasso dei posti vacanti, pur rimanendo stabile rispetto al trimestre precedente, aumenta di 0,1 punti percentuali su base annua. Le retribuzioni mostrano una lieve crescita rispetto al trimestre precedente (+0,1%) ma rimangono stabili su base annua. Gli oneri sociali aumentano dello 0,5% su base congiunturale e dell’1,5% su base annua. Il costo del lavoro cresce dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

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