Loda (Cisl): la nuova presa in carico dei malati cronici va rilanciata

Ci sono questioni che non possono continuamente essere ridotte a slogan e proclami. Una di queste è senza dubbio il nuovo modello di presa in carico dei pazienti affetti da patologie croniche o in condizione di fragilità (che a Brescia e provincia riguarda 420.000 persone di tutte le età) varato da Regione Lombardia.

La Cisl bresciana ha voluto richiamare questa necessità convocando ieri una conferenza stampa. Con Maria Rosa Loda, che nella Segreteria provinciale segue più direttamente i temi della sanità e del welfare, c’erano: Angela Cremaschini, segretario Cisl Funzione Pubblica; Giovanna Mantelli, segretario Fnp Cisl Brescia; Angelo Galeazzi, responsabile dello Sportello Welfare Cisl Brescia.

Loda, una conferenza stampa per dire che cosa?
Che dalla riforma non si torna indietro. Nelle intenzioni è sicuramente un provvedimento positivo ma che ha avuto, ad oggi, adesioni desolatamente irrisorie. Bisogna dunque rilanciare un progetto che possa far emergere le potenzialità dell’intervento a favore dei malati cronici, i benefici che può avere per i pazienti e per collettività.

Forse è meglio andare con ordine. Da dove cominciamo?
Il nuovo modello di presa in carico dei pazienti cronici è operativo da gennaio. Questo nuovo percorso prevede che un medico gestore organizzi tutti i servizi socio-sanitari al paziente, programmando per lui prestazioni e cure specifiche. Il nuovo modello dovrebbe garantire al cittadino affetto da una o più patologie croniche un migliore accesso alle cure, e più in generale, un percorso facilitato per una assistenza socio-sanitaria di vera presa in carico.

Un notevole miglioramento per i pazienti che fino a ieri dovevano correre a destra e sinistra!
Purtroppo questo messaggio positivo non è arrivato a destinazione. Dal nostro osservatorio, attraverso numerosi incontri con le strutture interessate che si sono rese disponibili sia come gestori che come erogatori, l’adesione dei pazienti cronici risulta molto contenuta.

Quanto contenuta?
Solo per dare un’idea e sottolineando che sono dati assolutamente ufficiosi si può ricordare che alle strutture ospedaliere pubbliche e private di Brescia fanno riferimento circa 160.000 malati cronici: il patto di cura è stato sottoscritto solo da 350 pazienti.

E allora la Cisl cosa propone?
La questione è complessa e delicata, ma per dare gambe a questa riforma appare evidente in prima battuta pensare ad un maggior coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale che hanno un rapporto privilegiato con i pazienti.
Così come c’è bisogno che la Regione, all’interno di una attenta riflessione su quanto sta accadendo, coinvolga maggiormente tutti i soggetti in campo, accettando suggerimenti e contributi. Per la Cisl resta fondamentale e irrinunciabile continuare a sollecitare e richiedere una costante attenzione alla persona attraverso un percorso che renda attuabile la scelta strategica di passare dal “curare” al “prendersi cura” della persona e dei suoi bisogni. E questo non solo sotto l’aspetto sanitario, ma anche sociale, rendendo effettivo il percorso della continuità assistenziale.

Lei ha detto all’inizio che ci sono benefici evidenti per i malati ma anche per la collettività. In che senso?
I cittadini portatori di patologie croniche sono in maggioranza anziani. Uno studio del Comune ci ricorda che a Brescia ogni 100 giovani ci sono 188 anziani e che il rapporto è destinato ad allargarsi ancora. E’ dunque presumibile nel tempo, un aumento dei costi correlati alla presa in carico di questi pazienti, giustificando perciò la strada intrapresa che persegue una soluzione più razionale nelle cure ed anche economicamente più sostenibile.

Qual è per la Cisl la chiave per il rilancio della riforma?
L’ascolto e l’attenzione vera del paziente cronico. Solo così è possibile far passare il senso di una riforma che vuole aiutarlo a superare ostacoli organizzativi e burocratici, rendendo organico e certo un percorso che vede nella gestione integrata della prevenzione, cura e assistenza, la modalità che lo accompagnerà nel percorso di cura delle sue patologie.

Come intendete muovervi?
Offrendo noi per primi ascolto e attenzione alle persone interessate. Lo facciamo con il nostro Sportello Welfare che è in grado di chiarire, dare risposte e accompagnare nelle scelte da fare.

E poi?
Continueremo a stimolare istituzioni e operatori affinché nelle scelte che ricadono sui cittadini ci sia un costante e costruttivo impegno di tutti i soggetti responsabili per prendersi cura delle persone, soprattutto dei soggetti più fragili e deboli, sia sotto l’aspetto sociale che assistenziale.

Qual è a suo parere il rischio se si continua a difendere e a dare addosso alla novità della presa in carico dei pazienti cronici con slogan e proclami?
Di ridurre una riforma che si pone l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei malati ad una semplice operazione di riduzione della spesa sanitaria.

 

LO SPORTELLO WELFARE DELLA CISL

Lo Sportello Welfare è nella sede Cisl di via Altipiano d’Asiago, 3 a Brescia ed è operativo su prenotazione telefonando al numero 030 3844511; gli appuntamenti sono fissati o il martedì dalle 9,30 alle 12, oppure il giovedì dalle 14,30 alle 16,30.

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