Appalti scolastici, impegno di Prefetto e Direttore INPS

Il Prefetto farà presente la situazione al Governo, il direttore provinciale dell’INPS interpellerà i vertici regionali e nazionali dell’Istituto. Sono impegni molto concreti quelli ottenuti nella giornata di sciopero di giovedì dalle lavoratrici degli appalti scolastici – assistenti ad personam, addette alle mense, addette ai servizi di pulizia – che tra fine di un anno scolastico e l’inizio del nuovo restano senza stipendio e senza coperture previdenziale.

Una situazione che è in palese contrasto con la sentenza della Corte europea, ribadita dalla Cassazione italiana, che vieta discriminazioni fra chi ha incarichi a tempo indeterminato full o part time per quanto riguarda la pensione.

 

COSTRETTE AD ANDARE IN PENSIONE PIU’ TARDI

Spiega Liliana Peroni che per la Fisascat Cisl di Brescia segue la vicenda: “Queste lavoratrici sono assunte a tempo indeterminato, nei mesi estivi sono in sospensione e ricevono una busta paga a zero euro. I problemi sono due: il primo è che nei mesi di sospensione non maturano i contributi per la pensione, quindi vanno in pensione più tardi; il secondo che per loro non sono previste misure di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, come invece esistono per altre categorie di lavoratori. Ci vorrebbe un intervento normativo che adegui le disposizioni italiane a quella europea, che prevede che chi lavora come part time “verticale” non vada penalizzato nell’età di accesso alla pensione”.

 

LA VIA GIUDIZIARIA

Nella nostra provincia sono 2.000 le lavoratrici interessate, 500 solo a Brescia. Le rivendicazioni sono accompagnate anche da un’azione giudiziaria nei confronti dell’INPS per la mancata applicazione della sentenza della Corte Europea.

Le lavoratrici degli appalti scolastici chiedono che anche i Comuni intervengano, quello di Brescia per primo tanto che una tappa della protesta di giovedì scorso è stata davanti all’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune.

 

Etichette: , , , , , ,