Infortuni sul lavoro: rafforzare controlli e prevenzione

“Dieci anni di testo unico sulla sicurezza” è il tema del convegno organizzato oggi a Milano da Cgil, Cisl e Uil Lombardia per fare il punto sull’efficacia della normativa vigente. “L’attenzione pubblica e istituzionale sul tema della sicurezza sul lavoro – ha sottolineato in apertura Pierluigi Rancati, segretario regionale della Cisl Lombardia – sembra acutizzarsi solo di fronte ad accadimenti mortali plurimi, eppure in questo 2018, non sembra affatto che la risposta sia stata adeguata alla fase e alle sfide che essa sta proponendo”. Nonostante una legislazione in materia di salute e sicurezza in linea con gli standard normativi internazionali ed europei, l’Italia ha un tasso d’incidenza per gli accadimenti mortali durante il lavoro maggiore di quello di buona parte dei suoi principali partner europei.

 

LA RESPONSABILITÀ PUBBLICA 

“Su quanto è necessario fare c’è un’evidente e preminente responsabilità pubblica – ha aggiunto Rancati – perché la prevenzione degli infortuni e la salvaguardia della vita e dell’integrità fisica delle persone nel lavoro sono anzitutto un problema di salute pubblica ed è compito della Repubblica e delle sue istituzioni assicurare questa tutela. E se nel presente sono a rischio le garanzie di un lavoro sano e dignitoso allora serve uno scatto in più di tutti i soggetti che hanno obblighi e responsabilità pubbliche per coordinare meglio, rispetto a quanto fatto finora, il loro impegno, rafforzando i controlli e le attività di tutela e prevenzione”.

 

SILLOGISMI INACCETTABILI

Già con i primi cenni di ripresa produttiva, nel 2015 e 2016, la tendenza al calo degli infortuni ha cominciato a dare segni di rallentamento, finché nel 2017 si è registrata una preoccupante ripresa degli infortuni e delle morti sul lavoro. “E’ inaccettabile il sillogismo tra nuova crescita economica e ripresa degli infortuni e delle malattie professionali – ha detto Tiziana Siciliano, procuratore aggiunto presso il tribunale di Milano e coordinatrice del pool ambiente e sicurezza sul lavoro -. Perché non può esserci una ripresa economica etica, responsabile, di rispetto delle norme e degli standard di sicurezza? La formazione non è una firma che si mette su una scheda. La valutazione dei rischi non è la compilazione di un modello fac-simile scaricato da internet”. “I modelli organizzativi devono essere riferiti alla specificità della produzione aziendale – ha aggiunto – altrimenti non si fa alcuna prevenzione di incidenti e malattie professionali”.

 

ESTENDERE IL PATROCINIO GRATUITO

Anche il magistrato Bruno Giordano, magistrato presso la Corte di Cassazione e professore di Diritto della sicurezza del lavoro all’Università degli Studi di Milano, ha sottolineato che accanto ad alcune realtà virtuose, in cui la sicurezza funziona, in moltissime altre la sicurezza sul lavoro è solo “apparente, formale”.

Negli ultimi dieci anni – ha sottolineato Giordano – abbiamo avuto 13mila morti a livello italiano, vale a dire 1 morto ogni 8 ore . Nel frattempo, però, il numero degli ispettori è dimezzato, anche perché molti sono arrivati a fine carriera e non sono stati sostituiti, si è allargato il mercato della falsa formazione professionale, le Regioni hanno destinato ad altro le somme incassate per le pene pecuniarie delle imprese che non rispettano le norme di sicurezza… ”. Nel settore della salute e sicurezza sul lavoro, secondo il magistrato le “ingiustizie” sono ancora tante. Un passo avanti, ha proposto, potrebbe essere estendere la legge sul patrocinio gratuito anche alle vittime di infortuni sul lavoro.

lombardia.cisl.it 

 

 

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