Le lavoratrici degli appalti scolastici scrivono ai genitori

Lettera aperta della lavoratrici degli appalti scolastici. Viene distribuita da oggi tra i genitori che accompagnano i figli a scuola. “Contrariamente a quanto avviene per tutto il restante personale scolastico – si legge nel volantino – per noi si prospetta un’altra estate senza alcun reddito. Mentre tutti i lavoratori che sono involontariamente senza lavoro ricevono l’indennità di disoccupazione, le lavoratrici degli appalti scolastici non ricevono né la disoccupazione né gli assegni famigliari”.

Solo nelle scuole della città ce ne sono più 500: 230 si occupano di assistenza alla persona (lavoratrici diplomate o laureate in ambito pedagogico/educativo/sociale che svolgono attività di assistenza e di inserimento per alunni con deficit psico-fisici), 120 assicurano le pulizie e le attività ausiliarie, 180 si occupano della ristorazione; nell’intera provincia sono quasi 2.000 lavoratrici.

Questi servizi indispensabili per le famiglie e per funzionalità delle scuole italiane – continua il documento – sono stati nel corso degli anni appaltati dalle amministrazioni comunali e statali ad aziende e cooperative senza alcun riguardo per le condizioni di vengono svolte da lavoratrici.
Inoltre il mancato adeguamento della legislazione italiana alle direttive europee contro la discriminazione fa si che queste lavoratrici subiscano una penalizzazione anche per quanto riguarda l’accesso alla pensione. Infatti a loro, lavoratrici part time con sospensione estiva (part time ciclico), l’INPS non considera per il diritto all’accesso alla pensione 52 settimane all’anno come sancito anche dalla Corte di Giustizia Europea. Devono lavorare come minimo 50 anni per maturarne 40 di contributi. Come se il fatto di essere “lavoratrici povere le preservi dall’invecchiamento e le allunghi l’aspettativa di vita”.

Fisascat Cisl, Filcams e Uilctus tornano a chiedere a Governo e Parlamento, come hanno fatto ripetutamente nella passata legislatura, un provvedimento che metta fine a questa ingiustizia.

Il volantinaggio che prende il via oggi e che continuerà nei prossimi giorni annuncia anche un’assemblea pubblica che si terrà sabato 19 maggio.

I genitori devono sapere – conclude il volantino – che se in futuro subiranno disagi, la responsabilità non è delle lavoratrici, ma di chi nel Parlamento e nel Governo sceglie di non fare nulla per venire incontro a queste lavoratici che da settembre a giugno garantiscono la funzionalità dei servizi scolastici”.

 

 

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