Edilizia: un’altra stretta per portare allo scoperto lavoro nero e irregolarità

Continua l’azione degli attori del mondo delle costruzioni, e in prima linea ci sono anche i sindacati, per portare allo scoperto il lavoro nero e il lavoro irregolare che purtroppo caratterizza il settore. Un dato su tutti: alla Camera di Commercio di Brescia sono iscritte 5.800 imprese edili, ma solo 2.000 sono quelle registrate alla Cape, la Cassa assistenziale paritetica edile; ciò significa che ci sono almeno 1.800 imprese che, nel migliore dei casi, applicano contratti diversi da quelli dell’edilizia – con meno tutele, meno salario e minore sicurezza per i lavoratori – e agiscono nel mercato facendo concorrenza sleale.

Associazione Comuni bresciani, Provincia (che è stazione appaltante unica per 90 Comuni), Associazione costruttori, Cassa assistenziale paritetica edile (che dispone di una solida banca dati) e organizzazioni sindacali (che per la legalità nei cantieri hanno coinvolto controparti ed enti pubblici), hanno deciso di incrociare i dati di cui dispongono e sanzionare chi gioca sporco. 

L’impegno è definito in un protocollo sottoscritto oggi in Provincia: per la Filca Cisl a siglare il documento c’era il segretario provinciale Sara Piazza.

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