Il lato oscuro del lavoro. Uno studio Censis e Confcooperative sul lavoro irregolare

Tra il 2012 e il 2015 “l’occupazione regolare è scesa del 2,1%, mentre quella irregolare è salita del 6,3%, portando a oltre 3,3 milioni i lavoratori che vivono in un cono d’ombra non monitorato”. E’ il dato davvero allarmante che emerge da uno studio di Censis e Confcooperative intitolato: “Negato, irregolare, sommerso: il lato oscuro del lavoro”. Nel periodo preso in considerazione, “mentre nell’economia regolare venivano cancellati 462 mila posti di lavoro (260 mila riconducibili a quello svolto alle dipendenze e 202 mila nell’ambito di quello indipendente), la schiera di chi era occupato illegalmente cresceva di 200 mila unità, arrivando a superare quota 3,3 milioni”.

All’espansione del lavoro sommerso, spiega ancora lo studio, “ha contribuito in maniera prevalente l’occupazione dipendente (+7,4%)”, mentre sul fronte dell’occupazione regolare “è la componente indipendente che, in termini relativi, ha subito un maggiore ridimensionamento (-3,7%)”.

Fra le voci più rilevanti dell’evasione si distingue quella relativa all’Iva che sfiora i 36 miliardi di euro e quella da mancato gettito dell’Irpef derivante da lavoro e impresa, pari a 35 miliardi di euro. La sola Irap fa registrare una mancata contribuzione di 8,5 miliardi. Il mancato versamento dei contributi risulta pari a 2,5 miliardi per il lavoratore dipendente e a 8,2 per il datore di lavoro.

Nel 2014 il monte salariale in nero ha raggiunto i 28 miliardi di euro, pari al 6,1% del valore complessivo delle retribuzioni lorde.

 

conquistedellavoro.it

Etichette: , ,