Piano cronicità. I sindacati: novità da accompagnare, non da strumentalizzare

Come abbiamo annunciato nei giorni scorsi, per i cittadini lombardi affetti da una o più patologie croniche inizia un nuovo modello di assistenza e di cura. I pazienti riceveranno due comunicazioni – una della Regione e una della Ats di riferimento – rispondendo alle quali potranno scegliere se aderire o meno alle nuove modalità operative di gestione del loro percorso di cura.

 

UN PIANO ASSISTENZIALE INDIVIDUALE

Lo scopo del modello è aiutare i singoli pazienti nella programmazione e gestione delle prestazioni o delle visite loro necessarie, stabilite nel Piano assistenziale individuale. Ogni malato potrà scegliere da un apposito elenco la struttura sociosanitaria dalla quale farsi seguire.
Di questi elenchi fanno parte anche le cooperative di medici di medicina generale. Anche singoli medici hanno aderito al modello, pur se con numeri molto diversi da territorio a territorio.

IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE RIMANE RIFERIMENTO PRIMARIO DEL PAZIENTE

Cgil Cisl Uil Lombardia, con i sindacati dei pensionati e della sanità, ricordano che il medico di medicina generale resta in tutti i casi il riferimento primario del paziente e l’adesione al nuovo modello di organizzazione per i cronici non fa mai venir meno l’assegnazione del medico di base e la relazione di cura con lui. Piuttosto, con questa figura deve affiancarsi o integrarsi.
La scelta del paziente è quindi una fase molto delicata che non va in nessun modo strumentalizzata.

UN ACCOMPAGNAMENTO DOVEROSO NELLA SCELTA DEI PAZIENTI

Chi riceverà le comunicazioni da Regione Lombardia, sottolineano i sindacati, dovrà essere accompagnato, prima di tutto dal proprio medico, a una valutazione attenta in relazione alle proprie condizioni di salute.
L’eventuale adesione del paziente alla “presa in carico” avrà infatti carattere annuale e si tradurrà in un vero e proprio contratto definito “patto di cura” fra il paziente e il medico o la struttura che il paziente avrà scelto fra quelle idonee.

I SINDACATI PROSEGUONO IL CONFRONTO NEL MERITO DELLA SPERIMENTAZIONE

Come fatto finora, le organizzazioni sindacali intendono continuare a confrontarsi nel merito di questa sperimentazione con Regione Lombardia, a maggior ragione adesso che entra operativamente in atto sia per i pazienti che per le strutture sanitarie.

Lo scopo deve restare quello di trovare soluzioni positive in grado di migliorare la condizione di pazienti cronici e fragili per i quali l’accesso alle cure può e deve essere facilitato, con soluzioni che sollevino il paziente e la sua famiglia dalle difficoltà operative e gestionali, garantendo appropriatezza e tempestività delle cure.

Nel contempo, però, in merito alla gestione delle liste di attesa Regione Lombardia dovrà assicurare alla generalità dei cittadini l’accesso alle prestazioni in tempi più utili ed efficaci, ai fini della cura. Su questo tema, le organizzazioni sindacali valuteranno l’andamento della sperimentazione, anche in relazione agli effetti di sistema.

 

Ricordiamo che la Cisl bresciana ha attivato
uno sportello informativo a disposizione di pazienti e famiglie

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