Scioperi: quando viene meno il senso di responsabilità. Riflessioni di un ex sindacalista
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Scioperi: quando viene meno il senso di responsabilità. Riflessioni di un ex sindacalista

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Pubblicato il 2 Novembre 2017

Con l’adesione di un solo insegnate, lo sciopero di una serie di sigle sindacali di base della scuola ha scompaginato venerdì la vita di molte famiglie. Angelo Valetti, già sindacalista Cisl dei lavoratori delle aziende elettriche, oggi in pensione, felicemente nonno, si è trovato nel mezzo di questi disagi e ne ha preso spunto per una riflessione sulla prepotenza di certe sigle sindacali e sul rapporto tra scioperi e senso di responsabilità.

 

 

Nonno sindacalista disorientato dallo sciopero

Sono uno dei tanti nonni che il 27 ottobre (guarda caso un venerdì) ha subito la prepotenza di non so quale sigla sindacale, nel silenzio di tutte le altre, che ha dovuto aspettare fino alle 8.30 dall’inizio delle lezioni della scuola elementare «Tiboni» per conoscere quale insegnante avesse deciso di scioperare. Solo una. Nel rispetto della legge.

La nostra scuola è fortunata. Evviva. Naturalmente tutto era già predisposto per supplire alle conseguenze delle famiglie? No, tutto era già programmato con lo sciopero dell’orario anticipato (per agevolare chi incomincia presto il lavoro) e dallo sciopero della mensa. Dove mangiano i bambini? Non è un problema della legge.

Io, sindacalista della Cisl di una volta, Melino Pilliteri al comando, ho seguito le lezioni dell’avvocato Manerba che ci ha istruito sulla legge appena approvata dal Parlamento, (Statuto dei lavoratori) su proposta del ministro socialista che ha terremotato in positivo i rapporti sindacali.

Oggi, anno 2017, quanti anni dopo la legge del 1970, si può protestare perché questi scioperi abbiano ad essere regolamentati? Sono della Cisl e conosco la battaglia fatta a suo tempo contro la Cgil per la regolamentazione degli scioperi, ma adesso sostengo la necessità di tutelare le famiglie dalle prepotenze di alcune sigle sindacali. Dibattito importante e delicato ma ormai necessario.

Io, sindacalista degli elettrici dell’Enel, insieme a tutte le sigle sindacali, ci siamo opposti allo sciopero di tutti i dipendenti che avrebbe messo l’Italia al buio. Prima il Paese, dicemmo allora, prima la famiglia dovremmo dire oggi.

Angelo Valetti
Urago Mella – Brescia