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Ubi Banca, c’è l’intesa: esodi volontari e 132 nuove assunzioni
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Ubi Banca, c’è l’intesa: esodi volontari e 132 nuove assunzioni

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Pubblicato il 27 Ottobre 2017

Dopo una lunga e impegnativa trattativa, più volte interrotta e poi ripresa, i sindacati del Gruppo Ubi  hanno sottoscritto con la controparte aziendale un accordo sugli esuberi definiti nel piano industriale. L’intesa evita l’esternalizzazione di oltre 1300 dipendenti e prevede 398 esodi su base volontaria e incentivata a partire dal 2018, in parte compensati con 132 nuove assunzioni.

La sfida – spiega la First Cisl – era trasformare una complessa operazione, delicatissima dal lato occupazionale e condizionata dagli impegni assunti con le autorità nazionali ed europee (il riferimento è all’aggiornamento del piano industriale di Ubi indotto dall’acquisizione delle tre banche “risolte”, che ipotizzava 3000 esuberi), in una opportunità per i lavoratori. L’abbiamo vinta con un accordo partecipativo unico nel settore, che prevede che il confronto si sviluppi costantemente durante l’intera realizzazione del piano industriale, sino al 2020, per individuare tempo per tempo, anche su iniziativa sindacale, le soluzioni più sostenibili per le persone occupate nel gruppo Ubi”.

“L’accordo – aggiunge Andrea Battistini, coordinatore di First Cisl nel Gruppo Ubi – prevede che le uscite avvengano prioritariamente con l’utilizzo volontario del fondo di solidarietà. Abbiamo chiesto e ottenuto di poter sfruttare volontariamente anche l’opzione, sinora mai adottata in Italia, della liquidazione in unica soluzione delle prestazioni. Altre risorse saranno reperite dalle giornate di solidarietà a carico dei lavoratori con diritto a pensione che non aderiscano al piano di esodi. Fondamentale è aver concordato che la gestione delle chiusure di filiali e direzioni delle tre banche acquisite favorisca la mobilità del lavoro e limiti quella delle persone. In un momento critico per l’occupazionale giovanile, è inoltre rilevante aver rinnovato l’impegno alle assunzioni nella misura di un terzo delle uscite, con prevalenza di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato”.

A seguito dell’intesa usciranno da subito 398 lavoratori, mentre la parte restante degli esuberi sarà gestita con due diversi piani di incentivazione. Nel conteggio delle eccedenze si terrà inoltre conto del calo fisiologico di personale dovuto ad uscite extra piano.