Cassa integrazione, la Cisl chiede una messa a punto: ci sono le condizioni per farlo
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Cassa integrazione, la Cisl chiede una messa a punto: ci sono le condizioni per farlo

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Pubblicato il 19 Ottobre 2017

Una maggiore elasticità nelle durate della cassa integrazione nei casi di crisi e ristrutturazioni più complesse; modalità di calcolo delle durate massime nel quinquennio più flessibili; miglioramento della normativa relativa Fondo creato per le aziende escluse dalla cassa integrazione; riequilibrio di costi tra cassa integrazione e licenziamenti, che paradossalmente oggi costano meno alle aziende. Sono le richieste che la Cisl intende presentare al Governo in tema di ammortizzatori sociali.

Gli ultimi dati diffusi dall’INPS sul ricorso alla cassa integrazione (a settembre il numero di ore si è dimezzato rispetto allo steso mese dello sorso anno) confermano che si è tornati ad un utilizzo fisiologico e non più straordinario degli ammortizzatori sociali; è dunque il momento – sostiene la Cisl – di mettere a punto alcuni interventi al fine di avere strumenti adeguati per meglio governare le fuoriuscite dalle crisi aziendali e programmi di ristrutturazione.

La ripresa economica da diversi mesi mostra miglioramenti reali nell’utilizzo della cassa integrazione, anche se va tenuto conto del fatto che parte della riduzione è dovuta alla oggettiva stretta introdotta dal Jobs Act in particolare sulla durata massima complessiva della cassa integrazione e sui criteri di concessione.