Gestione dei rifiuti e malavita. I sindacati: si apra un confronto per chiarire e capire di più
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Gestione dei rifiuti e malavita. I sindacati: si apra un confronto per chiarire e capire di più

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Pubblicato il 13 Ottobre 2017

La definizione di Brescia come nuova terra dei fuochi è un allarme forte. Che non deve essere letto come un atto di accusa nei confronti dell’intera economia bresciana, che va anzi aiutata e sostenuta, ma getta senz’altro ombre su come ne funzioni un piccolo pezzo e su come questo rischi di inquinare l’intero sistema”. Lo scrivono in una nota Cgil Cisl Uil Brescia a proposito delle dichiarazioni del Procuratore aggiunto Sandro Raimondi davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti.

“Non siamo in grado e neppure abbiamo titolo per entrare nel merito delle indagini in corso, siamo però convinti che a Brescia il tema ambientale sia stato troppo a lungo sottovalutato. Cura del territorio, bonifiche, riqualificazione , messa in sicurezza del suolo e delle risorse idriche sono necessità non più rimandabili e rispetto alle quali occorre fare di più per salvaguardare la salute di lavoratori, lavoratrici e cittadini tutti. Lavoro e ambiente debbono essere coniugati alla crescita del territorio, così come possono esserlo anche e soprattutto impresa e ambiente. L’ambiente, sempre più, è opportunità di crescita virtuosa per tutti”.

Ben vengano quindi le inchieste sui reati, ambientali e non solo, che inquinano non solo il territorio, ma l’economia e le relazioni sociali nel loro complesso. Un’economia pulita, non inquinata dai comportamenti criminali, siano essi organizzati o meno, siano essi autoctoni o meno, è il punto di partenza necessario per relazioni sociali condivise in una economia sostenibile. Occorre a nostro avviso sottolineare che se ad inquinare è il privato le conseguenze non possono in nessun modo ricadere sul pubblico. Auspichiamo un immediato tavolo di confronto Istituzionale, dove sicuramente le organizzazioni sindacali saranno presenti con un ruolo attivo, nella discussione per la ricerca di soluzioni condivise e non più rinviabili per la salvaguardia della salute dell’intera comunità”.