Amianto, problema irrisolto. In Lombardia il 35% di tutto quello presente in Italia

Siamo ancora troppo lontani da una Lombardia “amianto-free”. L’ultima rilevazione regionale (febbraio 2017) evidenzia un ulteriore aumento rispetto al 2016: 204.988 siti (+5.126), di tipo pubblico (12%) e privato (88%), pari a oltre 4,9 milioni di metri cubi di materiali contenenti amianto (erano 4,4 nel 2016). Complessivamente si stima che nella nostra regione ci sia la presenza di almeno il 35% del totale dell’amianto presente in Italia. Sono solo alcuni dati emersi dal convegno “Amianto, problema irrisolto” organizzato da Cgil, Cisl e Uil Lombardia.

A QUESTO RITMO CI VORRANNO 20 ANNI

“Se guardiamo alla quantità dei volumi censiti – sottolinea Pierluigi Rancati, segretario regionale Cisl Lombardia – è più probabile che con i ritmi attuali di bonifica e smaltimento non bastino nemmeno 20 anni per avvicinarci all’obiettivo della totale eliminazione dell’amianto in territorio lombardo -. E questo perché in Lombardia, come nel resto d’Italia, c’è un problema ancora largamente irrisolto: non si sa come e dove smaltire l’amianto”.

UNA FILIERA PER LA BONIFICA DEL MATERIALE

Servono impegno e responsabilità per muovere l’intera filiera dell’attività di bonifica su un programma fattibile e condiviso, coinvolgendo i Comuni e chi vi abita, semplificando le procedure amministrative per la gestione dei rifiuti contenenti amianto. “Occorre inoltre organizzare il conferimento di prossimità in siti di raccolta comunali o di associazione di comuni per l’autosmaltimento gratuito di piccoli quantitativi di rifiuti presenti nel proprio territorio – aggiunge Rancati – e realizzare in Lombardia siti di conferimento proporzionati ai volumi di rifiuti contenenti amianto da smaltire nell’area lombarda, siano essi discariche e/o impianti d’inertizzazione, anzitutto per la gestione dello smaltimento dei rifiuti in matrice friabile”.

DI AMIANTO SI CONTINUA A MORIRE

A venticinque anni dalla messa al bando con la Legge 257 del 1992, l’amianto continua ad uccidere. Ogni anno in Italia sono circa 4.000 i decessi per neoplasie dovute all’amianto, 450 in Lombardia.
In un documento di sollecitazione e di proposta i sindacati regionali insistono sull’esigenza di potenziare il sistema di sorveglianza sanitaria regionale e assicurare interventi con modalità e procedure omogenee su tutto il territorio. Occorre anche fare di più, magari con l’attivazione di sportelli dedicati, nell’informazione alla popolazione sul rischio di esposizione e sulle alle modalità di bonifica dell’amianto presente negli edifici.

 

 

lombardia.cisl.it

Etichette: , ,

CISL BRESCIA: Uffici aperti. Accessi in sicurezza regolati su prenotazione allo 030 3844 511