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La metalmeccanica riassorbe la crisi ma l’occupazione non riparte. I dati Fim Cisl
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La metalmeccanica riassorbe la crisi ma l’occupazione non riparte. I dati Fim Cisl

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Pubblicato il 21 Luglio 2017

Nel primo semestre dell’anno la metalmeccanica bresciana ha continuato a riassorbire lentamente la crisi; mancano invece segnali di ripresa per l’occupazione. E’ ciò che emerge dal 43° rapporto della Fim Cisl Lombardia che analizza periodicamente i dati delle 7.000 aziende presenti nella nostra regione che occupano complessivamente più di 550mila lavoratori.

 

I DATI PROVINCIALI

Nel bresciano passano da 56 a 40 le aziende colpite dalla crisi, dimezzando il numero dei dipendenti coinvolti: erano 4.344 nel secondo semestre dello scorso anno, sono 2.084 nel primo semestre 2017 (1.433 in cassa integrazione ordinaria, 636 in cassa integrazione straordinaria, 15 posti in mobilità).
Anche nei primi sei mesi del 2017, Brescia si conferma la provincia che ha fatto maggiormente ricorso ai contratti di solidarietà (riduzioni di orario e salario per riassorbire gli esuberi): 9 le aziende in cui sono operativi questi contratti e 639 i lavoratori interessati; a Milano 12 aziende e 393 lavoratori, 3 aziende a Varese e 221 dipendenti coinvolti, 1 azienda a Bergamo co 187 lavoratori.

I DATI REGIONALI

Complessivamente in Lombardia le imprese coinvolte da situazioni di crisi (509 aziende con 14.744 lavoratori coinvolti ) sono il 16,83% del totale (erano poco meno del 52% nella precedente rilevazione). La cassa integrazione straordinaria ha registrato un calo del 62,96% rispetto a secondo semestre 2016, con 2.090 lavoratori interessati contro 5.642. Più lieve (-11,6%) il calo del cassa ordinaria (11.644 lavoratori contro 13.178).
Resta alto il numero dei licenziamenti, anche se in calo rispetto al secondo semestre 2016 (1.010 contro 1.901). Negli ultimi due anni il numero dei lavoratori licenziati tocca quota 6.965, confermando il persistere della crisi e la deresponsabilizzazione di diverse aziende rispetto all’impatto sociale.

Serve una spinta per la ripresa

I dati dimostrano che diverse imprese – spiega Enrico Civillini, segretario regionale della Fim Cisl – si sono assestate su situazioni di tenuta che però non consentono quella crescita occupazionale di cui avremmo bisogno per riassorbire le troppe persone rimaste senza lavoro in questi ultimi anni. Anche il crollo dell’utilizzo di cassa integrazione straordinaria dimostra l’uscita da condizioni di crisi strutturali ma dobbiamo purtroppo ricordare che questo calo va comunque a inserirsi in un contesto di forte deindustrializzazione consolidatosi in questi anni”.

FARE RETE

Regione, imprese, università, sindacati – sottolineano ancora i metalmeccanici della Cisl – devono fare rete e attuare strategie di sviluppo e di dotazione infrastrutturale, per rafforzare i settori tecnologici, garantire l’accesso al credito per gli investimenti industriali e incentivare la sostenibilità“.

LA PREOCCUPAZIONE DEL LAVORO DEI GIOVANI

Occorre favorire in tutti i modi l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro – conclude Civillini – sia con incentivi regionali alle imprese, sia utilizzando sempre meglio gli strumenti messi a disposizione dal governo, come l’alternanza scuola-lavoro e l’apprendistato”.