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Poste, ritardi e disagi per le “inesitate”. La denuncia dei sindacati
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Poste, ritardi e disagi per le “inesitate”. La denuncia dei sindacati

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Pubblicato il 15 Luglio 2017

Sulla carta doveva essere una semplificazione a favore dei cittadini, in realtà sta diventando un’assurda complicazione. Stiamo parlando della corrispondenza che richiede la firma di ricevuta da parte dei destinatari e che i portalettere non possono consegnare perché l’interessato non è in casa. Nell’arcaico linguaggio di Poste Italiane questa parte della corrispondenza va sotto il nome di “inesitate”. Il postino lascia così nella cassetta delle lettere un avviso con il quale gli interessati, fin dal giorno successivo, presentandosi in un unico “centro di recapito” dove gli sportelli erano aperti per tutta la giornata, potevano ritirare la loro corrispondenza. Questo ufficio, ovviamente, per qualcuno – vuoi per la distanza da casa o perché non adeguatamente servito dai mezzi del trasporto pubblico – non era proprio comodissimo.

 

POSITIVO SOLO IN TEORIA

Così l’annuncio di Poste Italiane che il ritiro delle “inesitate” sarebbe stato distribuito su diversi uffici, era sembrata una notizia positiva. Purtroppo non è così. Se prima l’interessato poteva ritirare la sua posta fin dal giorno successivo all’avviso lasciato dal postino – denunciano i sindacati dei lavoratori postali di Cgil Cisl Uil – oggi, tra aperture degli uffici a giorni alterni, aperture parziali solo al mattino, personale ridotto per il periodo di ferie e intoppi organizzativi, un cittadino rischia di entrare in possesso della sua corrispondenza dopo due giorni se gli va bene, ma generalmente molto di più. “Inoltre – scrivono i sindacati in una nota – la mancanza di spazi adeguati negli uffici, la mancanza di formazione adeguata per il personale coinvolto e la specifica lavorazione richiesta per le “inesitate” comportano caos organizzativo e lunghe code per i cittadini”.

All’origine di questo guaio – concludono i sindacati – c’è il solito problema: Poste Italiane interviene sistematicamente sull’organizzazione del lavoro e del servizio senza confronto con i rappresentanti dei lavoratori, i soli che hanno piena consapevolezza della complessa realtà di tutte le fasi lavorative e dei passaggi interni delle attività di recapito. Fin che si continuerà in questo modo Poste Italiane non potrà che collezionare disservizi, disaffezione da parte dei cittadini e delle aziende.