E’ iniziato il Congresso nazionale della Cisl. Furlan: un futuro migliore per il lavoro
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E’ iniziato il Congresso nazionale della Cisl. Furlan: un futuro migliore per il lavoro

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Pubblicato il 28 Giugno 2017

E’ stata una relazione intensa e appassionata quella con cui Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl ha aperto oggi pomeriggio a Roma il Congresso nazionale dell’organizzazione.

Furlan ha ribadito l’allarme sul destino dei tanti lavoratori e i pensionati italiani a rischio povertà e la richiesta di una “radicale riforma fiscale in funzione redistributiva a favore delle aree sociali medie e basse” con il taglio dell’Irpef: “Dal 1973 ad oggi – ha osservato – i redditi massimi hanno goduto di 29 punti percentuali di sgravio fiscale, al contrario, i redditi minimi hanno avuto un aggravio di 13 punti” e l’evasione fiscale è stimata in 110 miliardi di euro annui.

Attraverso la leva fiscale si deve fare “una profonda operazione redistributiva”, necessaria per far fronte alle crescenti disuguaglianze sociali. Sul fisco la Cisl è pronta “da subito a definire con Cgil e Uil una piattaforma unitaria, sostenuta e condivisa con lavoratori e pensionati”.
Con le altre organizzazioni sindacali la Cisl intende anche proseguire l’impegno sulla revisione del sistema previdenziale: “Nessuno – ha detto la leader della Cisl – pensi di non completare questo percorso”.

Annamaria Furlan non ha mancato di ricordare altre disuguaglianze, come quella del Mezzogorno, degli anziani, dei giovani e infine dei migranti, ribadendo l’appoggio a politiche solidali di accoglienza. Contro la “grancassa populista”, la sindacalista ha ricordato che “si contano ogni giorno quanti immigrati sbarcano sulle nostre coste, ma non si dice quanto contribuiscono con il loro lavoro alle casse dell’Inps o al nostro Pil”.

“Le transizioni si affrontano con strategie vincenti di lungo periodo nell’interesse del Paese, non con demagogie elettorali che ad ogni insuccesso rispondono con proposte contro migranti, rom, poveri e mendicanti! Anche per questo bisogna subito affrontare la legge sullo ‘Ius soli’, perché’ quello a cui recentemente abbiamo assistito nelle Aule parlamentari è a dir poco vergognoso!”.

Furlan ha concluso il suo intervento invocando “un mondo diverso” ma “possibile e necessario” e un futuro migliore per il lavoro, chiedendo alla politica e alle istituzioni “sguardo lungo e maggiore attenzione alle proposte del fronte sindacale, che non mette sul piatto l’interesse di pochi che hanno in mano forti leve economiche, ma di tanti che chiedono solo la dignità di un lavoro e più giustizia sociale”.

 

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