Case popolari: brutta legge, pessimo regolamento
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Case popolari: brutta legge, pessimo regolamento

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Pubblicato il 22 Giugno 2017

Da una brutta legge regionale non poteva derivare che un pessimo regolamento. E’ lapidario il commento del Sicet, il sindacato inquilini della Cisl, sul nuovo regolamento per l’accesso alle case popolari approvato oggi pomeriggio dalla Giunta della Regione Lombardia. Si tratta di norme attuative che compromettono la gestione da parte dei Comuni dell’emergenza abitativa, che escludono dall’accesso all’edilizia popolare i più poveri (e non solo quelli stranieri), che privilegiano la condizione anagrafica dei richiedenti anziché quella di difficoltà alloggiativa, che non risolvono alcun problema gestionale delle Aler e dei Comuni.

 

UN’OPERAZIONE IDEOLOGICA
CHE VA CONTRO LE FINALITÀ DELL’EDILIZIA POPOLARE

Si è voluta fare un’operazione squisitamente ideologica – sottolinea il Sicet Lombardia – riproponendo un sistema di attribuzione dei punteggi che penalizza proprio le famiglie che versano nelle più gravi condizioni di emergenza abitativa e sociale e quelle più povere. E’ assurdo, e peraltro contrario alle finalità proprie dell’edilizia popolare prevedere il limite del 20% del numero delle famiglie con reddito basso che possono accedere all’assegnazione di un alloggio. Così come è assurdo e di dubbia legittimità introdurre in modo rilevante nell’attribuzione del punteggio la condizione di maggiore durata della residenza sia sul territorio regionale sia su quello comunale”.

 

ALLARME PER I COMUNI

I Comuni, inoltre, non avranno più strumenti per affrontare l’emergenza abitativa, in particolare quella degli sfratti, poiché è scomparsa ogni procedura di gestione all’interno dell’assegnazione.

“Quello che serve per le migliaia di famiglie lombarde che aspettano e vorrebbero una casa popolare – conclude la nota del Sicet lombardo – è che finalmente la Regione metta risorse vere e immediatamente utilizzabili per ampliare l’offerta di alloggi popolari, a partire da quelli sfitti che sono sottratti all’assegnazione”.