Sanità, una riforma con troppe ombre. Diomaiuta (Cisl): involuzione del sistema
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Sanità, una riforma con troppe ombre. Diomaiuta (Cisl): involuzione del sistema

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Pubblicato il 16 Giugno 2017

“Vogliamo farci promotori di risposte, per i lavoratori che rappresentiamo, per i cittadini che si affidano alla Cisl e alla sua rete di servizi nell’affrontare i problemi del quotidiano, per l’insieme del territorio in cui siamo chiamati a fare sindacato”. Francesco Diomaiuta, segretario provinciale della Cisl, ha spiegato così l’avvio di una serie di convocazioni decentrate sul territorio del Consiglio generale dell’organizzazione, individuando e approfondendo di volta in volta problematiche specifiche ma di valenza generale. La prima riunione del massimo organismo decisionale della Cisl ha avuto luogo questa mattina a Darfo Boario, dedicata ad una verifica dell’attuazione della riforma sanitaria varata due anni fa da Regione Lombardia.

 

EVOLUZIONE DEL SISTEMA? A NOI SEMBRA PIU’ UNA INVOLUZIONE

Il presidente della Giunta regionale ama descrivere la riforma come un’evoluzione del sistema sanitario – ha detto Diomaiuta introducendo i lavori – ma a noi in realtà sembra più una involuzione. E la conferma è quanto avvenuto in Valle Camonica dove si è cancellata una sperimentazione che tutti dicevano positiva (con un’unica Asl che gestiva territorio e ospedali) per portare a Sondrio la gestione e la programmazione dei servizi sul territorio mantenendo in Valle quella per il servizio ospedaliero”. Un pasticcio che ha moltiplicato le poltrone passando da 4 a 8 le funzioni dirigenziali, ha fatto aumentare i tempi di attesa in quasi tutte le specialità e ha trasformato l’Ospedale di Edolo in un problematico centro di smistamento. Regge ancora l’Ospedale di Esine, “ma solo – ha specificato il segretario Cisl – per la disponibilità e l’abnegazione dei lavoratori, nonostante siano in numero sempre minore e si faccia largo sfiducia e demotivazione”.

Si dirà che la Valle Camonica è un caso a parte. Ma non è così. “A Brescia come nel resto della Lombardia l’impatto negativo della riforma è meno evidente perché stemperato dalla sostanziale possibilità di scelta tra sanità pubblica e sanità privata – ha fatto osservare il segretario generale della Cisl – scelta che i cittadini camuni non hanno“.