Per 20mila lavoratori bresciani salari fermi al 2013. La protesta non si ferma
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Per 20mila lavoratori bresciani salari fermi al 2013. La protesta non si ferma

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Pubblicato il 31 Maggio 2017

Per qualche minuto hanno simbolicamente bloccato l’accesso a Piazza della Loggia unendo i grandi striscioni con gli slogan della protesta. Uno per tutti: “Aumentano i prezzi, aumentano le tariffe, ma i nostri salari sono fermi al 2013”. I lavoratori del turismo, della ristorazione collettiva, dei pubblici esercizi, delle agenzie di viaggio e delle imprese di pulizia/servizi integrati/multiservizi (20mila nel bresciano) hanno scioperato oggi per otto ore in tutta Italia per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro.

Brescia ha messo l’accento in questa giornata anche sul problema del diritto di sciopero negato ai lavoratori delle cooperative multiservizi che integrano il personale ad aziende ed amministrazioni pubbliche– spiega Valter Chiocci, segretario generale della Fisascat Cisl provinciale – come è avvenuto e avviene per il personale ausiliario di Manutencoop che opera a supporto delle educatrici comunali nelle scuole di Brescia. Un primo risultato la nostra protesta lo ha ottenuto perché l’Amministrazione comunale di Brescia ha accolto la richiesta di incontro delle organizzazioni sindacali per affrontare e dare risoluzione al problema”.

“Intanto la nostra battaglia per il contratto non si ferma – conclude il sindacalista – per ottenere un aumento in busta paga dignitoso, il mantenimento delle garanzie e delle tutele in caso di cambi di appalto, in particolare per il settore mense e pulizie, e per contrastare le richieste delle associazioni imprenditoriali che puntano ad un peggioramento di elementi importanti, come i permessi, gli scatti d’anzianità e la malattia”.