Smart working, c’è la legge: orari, garanzie e accordi tra le parti
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Smart working, c’è la legge: orari, garanzie e accordi tra le parti

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Pubblicato il 25 Maggio 2017

Lo scorso 10 maggio è stata approvata in via definitiva la legge “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”. D’ora in avanti anche il cosiddetto smart working, sbrigativamente tradotto in lavoro agile, è regolato da norme precise che dovranno essere recepite da un accordo tra le parti, stabilendo le modalità con cui la prestazione lavorativa può essere parzialmente svolta al di fuori del normale orario di lavoro e fuori dai locali aziendali.

CONTRATTAZIONE E SMART WORKING

E’ una nuova modalita? di attuare il rapporto di lavoro subordinato, sempre entro i limiti temporali stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. E’ previsto il “diritto alla disconnessione”, ovvero il tempo di riposo del lavoratore, “nonche? le misure (tecniche ed organizzative) necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro”. E ancora, il diritto alla tutela contro gli infortuni e le malattie professionali.

TRE BANCHE E UN “PROGETTO PILOTA”

Intesa Sanpaolo, UniCredit e successivamente anche il Gruppo Credit Agricole-Cariparma, hanno regolato lo smart working con un accordo che prevede l’avvio di un “progetto pilota”, accessibile su base volontaria da 50 lavoratori di specifici uffici, consentendo di operare a distanza dalla propria abitazione o da un centro aziendale messo a disposizione vicino al luogo di residenza.

DI NOIA (FIRST BRESCIA): BENE LA LEGGE
BISOGNA PERO’ CHIARIRE ALCUNI ASPETTI APPLICATIVI

Le norme che regolano il lavoro costituiscono una nota positiva in un contesto eccessivamente complesso e complicato. “Una legge che come First Cisl abbiamo sempre sollecitato – commenta il segretario generale dei bancari di Brescia Andrea Di Noia – in cui restano, tuttavia, da chiarire ancora alcuni aspetti applicativi come, per esempio, quali debbano essere gli strumenti messi a disposizione dal datore di lavoro, la gestione del servizio di posta elettronica e di buon funzionamento della rete piu? in generale, il ‘controllo’ del lavoratore attraverso i devices digitali, la copertura assicurativa”.