Edili, manifestazioni nazionali per cambiare l’anticipo pensionistico
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Edili, manifestazioni nazionali per cambiare l’anticipo pensionistico

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Pubblicato il 25 Maggio 2017

Francesco Bianchi (primo a sinistra), segretario Filca Csil LombardiaPensioni, contratto e lavoro: sono le tre parole d’ordine scandite oggi dai lavoratori edili scesi in piazza nel giorno della mobilitazione nazionale indetta da Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil. Per il Nord Italia la manifestazione si è svolta a Bologna: in 5mila hanno sfilato per le vie della città, 700 gli edili provenienti da ogni parte della Lombardia tra i quali c’era anche una nutrita delegazione di bresciani

Fortissimo il malessere tra i lavoratori di un settore che più di altri ha pagato lo scotto della crisi che ha fatto sparire 800mila posti di lavoro. “Noi chiediamo lavoro, diritti e tutele al Governo e alle nostre controparti – hanno ribadito i sindacarti – perché l’edilizia riparta e torni ad essere motore per questo Paese”.

Ma la piazza ha sottolineato con forza il problema della pensione. Sono infatti oltre 23mila gli edili con oltre 60anni ancora sulle impalcature e l’attuale normativa sembra non tenere conto della discontinuità tipica del settore che non consentirà a moltissimi di accedere neanche alla pensione agevolata se i limiti posti dalla normativa resteranno tali e non verranno modificati.

Bisogna affrontare e risolvere questo problema – hanno chiesto oggi gli edili – anche perché dal 2009 ad oggi gli incidenti mortali sul lavoro che hanno come vittime lavorazioni anziani sono purtroppo costantemente aumentati.

Il lungo corteo bolognese ha raggiunto la sede dell’Inps regionale dove una delegazione sindacale è stata ricevuta dal direttore generale Michele Salomone; a lui i sindacati  hanno consegnato il documento della manifestazione che denuncia l’ingiustizia di un anticipo pensionistico che esclude troppo lavoratori edili con più di 60anni e la richiesta che le norme vengano modificate.