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Cooperative sociali, in 3mila in Valle Camonica reclamano il contratto di lavoro
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Cooperative sociali, in 3mila in Valle Camonica reclamano il contratto di lavoro

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Pubblicato il 14 Maggio 2017

Preoccupazione delle organizzazioni sindacali per i mancati rinnovi contrattuali che in Valle Camonica, nel terzo settore, riguardano più di 3.000 lavoratori. Lo scrive nel suo ultimo numero (con un titolo forse non proprio rispondente al testo ma che certo non passa inosservato)  «Araberara», giornale quindicinale della bergamasca che dallo scorso gennaio ha ampliato la sua foliazione per dare copertura anche alle Valle Camonica.

Oggi il terzo settore – scrive il giornale – è come una grande industria diffusa, da Ponte di Legno a Pisogne, da Edolo a Darfo”; vi lavorano “oltre tre mila lavoratori (per lo più donne) frammentati in tante piccole realtà che si occupano di assistenza ad anziani, asili nido, che lavorano nelle case di riposo o per la manutenzione del verde pubblico”.

Un piccolo esercito – spiega Paolo Tempini, della Fisascat Cisl provinciale – che non vede però un rinnovo contrattuale da oltre quattro anni, in alcuni casi da nove. “Una situazione che sta diventando insostenibile – aggiunge il sindacalista – perché in questo modo non hanno garanzie né protezioni, e i loro stipendi già piuttosto bassi non vengono adeguati”.

“Adesso più che mai – conclude Tempini – puntiamo i piedi e vogliamo che ci vengano date delle risposte. E’ più di un anno che abbiamo presentato una bozza di piattaforma contrattuale: ci vorrebbe un’accelerata!”.