Supermercati: e se fossero i consumatori a far chiudere i negozi di domenica?

Stavolta non sono i lavoratori o i sindacati a sollevare il problema delle aperture domenicali di negozi e supermercati. A farlo è una lettrice del quotidiano Bresciaoggi che affida alla pagine delle Lettere al direttore un “un appello a favore di tutte le commesse e i commessi dei supermercati affinché godano il diritto di avere la domenica libera per trascorrerla in famiglia“. Un appello argomentato con una proposta concreta ai consumatori: “Cerchiamo di essere la loro voce concreta [n.d.r. quella di chi è costretto a lavorare di domenicanon presentandoci ad acquistare i viveri di domenica! Cerchiamo almeno in questo di essere solidali tra di noi. […] Cerchiamo di essere meno egoisti e superficiali. L’unità fa la forza e la nostra decisione rende vera e concreta la solidarietà fraterna”.

Ecco il testo integrale della lettera pubblicata questa mattina da Bresciaoggi:

 

Supermarket: no di domenica

Egregio direttore, desidero lanciare un appello a favore di tutte le commesse e i commessi dei supermercati affinché godano il diritto di avere la domenica libera per trascorrerla in famiglia. Noi clienti, ma tutti lavoratori quanto loro, dobbiamo difendere lo stesso diritto! Abbiamo tutti i giorni, dal lunedì al sabato fino a tarda ora, la possibilità di recarci a fare la spesa, nessuno quindi può addurre scusanti. I supermercati possono benissimo stare chiusi di domenica; non dovendo rispondere a esigenze così urgenti, come salute, disastri e interventi vitali o eccezionali! Gli orari dei supermercati sono già molto agevolati per tutti i lavoratori e pure loro i commessi hanno il diritto-dovere di essere con i propri cari, come tutti noi. Cosa ne fanno del riposo settimanale quando hanno i figli a scuola? Lo Stato deve tutelare l’unità della famiglia. E lo Stato siamo tutti noi. Cerchiamo di essere la loro voce concreta non presentandoci ad acquistare i viveri di domenica! Cerchiamo almeno in questo di essere solidali tra di noi. Aiutiamo i nostri concittadini a trascorrere la festa in famiglia, ne hanno il diritto. La famiglia non deve cedere il suo «star bene insieme» alle esigenze del mercato, che non sono quelle del popolo. A nessuno è mai mancato nulla sulla mensa, quando i negozi alimentari erano chiusi di domenica! Qualcuno può contestare questa verità? Cerchiamo di essere meno egoisti e superficiali. L’unità fa la forza e la nostra decisione rende vera e concreta la solidarietà fraterna. Questa modernità liquida e flessibile è un sistema che quasi ci ha tolto tutto, ma non ancora la libertà di obiettare coscientemente.

Flora Bresciani

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