Unione Europea, il coraggio di voltare pagina
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Unione Europea, il coraggio di voltare pagina

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Pubblicato il 25 Marzo 2017

La Dichiarazione che avete firmato oggi è una strada impegnativa da seguire per ridare slancio all’Unione. Altrimenti rischiamo una paralisi fatale. I prossimi dieci anni saranno cruciali per il progetto comune. Oggi inizia una nuova fase costituente”. Così il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha ammonito i leader dei 27 paesi dell’Unione europea giunti in Campidoglio per il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma.

UN COMUNE IMPEGNO PER LA PACE

La visione ampia dei padri fondatori – ha aggiunto il presidente della Repubblica – ha consentito un governo di democrazia e libertà che è oggi sotto attacco. A un anno dagli attentati di Bruxelles è stata colpita un’altra capitale europea. Il nostro impegno sarà dare risposte ferme. Occorre una mobilitazione incisiva. L’Unione europea deve adottare un comune impegno per la pace e per riaffermare il valore della vita”. E, concludendo, Mattarella ha invitato i 27 leader “a brindare all’unione dei nostri popoli”.

LA CERIMONIA DELLA FIRMA IN CAMPIDOGLIO

Primo momento della giornata dei 27 capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea è stata il Campidoglio. Ad accoglierli, sulla piazza del palazzo Senatorio, il premier Paolo Gentiloni e il sindaco della capitale, Virginia Raggi.”

“È stato un viaggio di conquiste. Un viaggio di speranze realizzate e di speranze ancora da esaudire”, ha detto Gentiloni iniziando al cerimonia. “Alla fine della seconda guerra mondiale, l’Europa era ridotta a un cumulo di macerie. Milioni di europei morti. Milioni di europei rifugiati o senza casa. Un continente che poteva contare su almeno 2500 anni di storia, ritornato di colpo all’anno zero”, ha continuato. “Prima ancora che la guerra finisse, reclusi in una piccola isola del Mediterraneo, due uomini, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, assieme ad altri, sognavano un futuro diverso. Un futuro senza guerre. Un futuro prospero. Un futuro di pace”.

60 ANNI IN PACE E LIBERTÀ 

Noi oggi – ha ripreso il premier – celebriamo la tenacia e l’intelligenza dei nostri padri fondatori europei. Abbiamo vissuto sessant’anni in pace e libertà”, mentre nel frattempo il mondo cambiava”. Ma l’Europa si è presentata con troppi ritardi su troppi snodi della storia. “E questo ha provocato una crisi di rigetto in una parte della nostra opinione pubblica, addirittura maggioritaria nel Regno Unito. Ha fatto addirittura ripartire chiusure nazionalistiche che pensavamo consegnate agli archivi della storia”.

L’UNIONE RIPARTE

Il vero messaggio che dobbiamo lanciare  – ha sottolineato il premier – è che “abbiamo imparato la lezione: l’Unione riparte. E ha un orizzonte per farlo nei prossimi dieci anni. Serve il coraggio di voltare pagina, abbandonando una visione della nostra economia affidata a piccole logiche di contabilità”. E soprattutto, è necessario, “il coraggio di mettere al centro i valori comuni”.