Poste, non si risolvono i problemi con provvedimenti estemporanei
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Poste, non si risolvono i problemi con provvedimenti estemporanei

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Pubblicato il 24 Marzo 2017

Nuovo incontro oggi nella sede della Regione in città tra i dirigenti di Poste Italiane, sindaci e rappresentanti delle istituzioni pubbliche locali. Il tema è quello dei ritardi nello smaltimento della corrispondenza, risultato – spiegano i postali della Cisl – della riorganizzazione del recapito imposto dall’azienda.

Le tonnellate di posta in giacenza che intasavano il Centro operativo – informa stamattina il Giornale di Btrescia – si sono ridotte. Poste Italiane nelle ultime settimane ha assegnato il compito di smaltimento a 31 nuovi portalettere assunti con contratto a tempo determinato, che stanno lavorando al fianco dei 65 titolari di zona ottenendo buoni risultati”.

Problema definitivamente risolto dunque? Per la Cisl non è così. “Se non cambiamo l’organizzazione che da novembre ha mandato in crisi il sistema di recapito – si legge ancora nell’edizione di oggi del quotidiano dando la parola a Celso Marsili, segretario provinciale Slp Cisl –  i buoni risultati non dureranno. Quando i 65 titolari rimarranno di nuovo soli, cosa succederà? Ricominceremo ad accumulare giacenza?”.

Le ore di lavoro straordinario dei portalettere – precisa ancora Marsili – sono già elevate e siamo solo a marzo. Ma c’è un tetto massimo previsto dalla legge di 250 ore l’anno per dipendente. È facile capire che lo raggiungeremo presto, e allora non sarà più possibile sopperire ai problemi con la buona volontà“.