Sanità, torna il superticket. Il taglio della Giunta lombarda non è coperto da altre entrate
TORNA INDIETRO

Sanità, torna il superticket. Il taglio della Giunta lombarda non è coperto da altre entrate

2 min per leggere questo articolo

Pubblicato il 1 Marzo 2017

Da oggi in Lombardia per gli esami e le visite mediche si torna a pagare il superticket fino a 30 euro. Il suo dimezzamento — pluriannunciato e introdotto neppure un mese fa, il primo febbraio, con la cifra massima che non poteva più superare i 15 — è stato bloccato dalla Giunta Regionale.

 

 

La vicenda è riassunta efficacemente dal Corriere della Sera.

Il superticket è stato introdotto da una disposizione nazionale e deve portare un introito alle casse pubbliche della Lombardia tra i 130 e i 150 milioni di euro l’anno. Se il Pirellone lo vuole tagliare, lo può fare, ma solo se riesce a garantire l’ingresso della stessa cifra come compartecipazione alla spesa pubblica da parte dei cittadini. Altrimenti, per legge, non lo può fare. La presa di posizione di Roma, dunque, era prevedibile.

L’assessore Gallera, sulla linea espressa nei giorni scorsi dal governatore Roberto Maroni, non ci sta e rivendica l’autonomia regionale. «Alla luce dei conti della Lombardia in pareggio, vogliamo essere liberi di tagliare il superticket». Rivendicazione popolare e comprensibile, ma che fa a pugni con le leggi nazionali in vigore, che possono certamente essere sbagliate ma al momento ci sono.

Nel frattempo i pazienti pagheranno. Forse il pasticcio si sarebbe potuto evitare se la giunta Maroni avesse negoziato con il ministero dell’Economia il provvedimento prima di farlo entrare in vigore, spiegando per esempio in che modo non andava ad alterare il gettito che deve essere garantito. Ma così non è stato, forse anche per troppa fretta. Dura l’opposizione, con Alessandro Alfieri: «Il centrodestra sta prendendo in giro i lombardi con grande cinismo».