Di Noia (First): nuove tutele in un mondo del credito investito da pesanti trasformazioni
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Di Noia (First): nuove tutele in un mondo del credito investito da pesanti trasformazioni

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Pubblicato il 23 Febbraio 2017

Per chiudere il gap di fiducia tra banche e risparmiatori determinato dal fallimento di quattro istituti di credito e dai compensi stratosferici riservati a manager inadeguati, occorrono azioni tese a ricostruire un rapporto con la clientela di lungo periodo basato sulla consulenza e sulla professionalità. Questo sarà possibile anche e soprattutto per il tramite del sindacato: dobbiamo costruire nuove tutele in un settore del credito in profondo cambiamento e mutazione, ascoltando il lavoro – come dice il nostro slogan congressuale – e spronando le banche ad essere per il territorio e per il Paese volano di sviluppo”.

Lo ha detto questa mattina il segretario generale della First Cisl Andrea Di Noia aprendo nell’Auditorium della sede cittadina della Cisl il primo congresso della nuova categoria nata dalla fusione tra Fiba Cisl e Dircredito.

Di Noia ha ricordato come negli ultimi anni i principali gruppi bancari italiani hanno incentrato i loro piani industriali tagliando personale e filiali, ma che una serie di importanti accordi sindacali hanno consentito di gestire i problemi occupazionali attraverso uno specifico “fondo di sostegno al reddito”, ammortizzatore sociale di sistema che non grava sui contribuenti.

Tra i tanti punti analizzati nella relazione anche quello relativo alla riorganizzazione delle banche di credito cooperativo. “La crisi e le difficoltà sono anche arrivate anche qui – ha detto Di Noia – e i segnali sono evidenti in alcuni risultati dei bilanci, nella riduzione delle filiali e nel nodo esuberi di personale. Le BCC si avviano verso una riforma epocale, ancora incerta su quali saranno gli attori in campo come capogruppo e sui risvolti che il patto di coesione potrà avere nel rapporto con il territorio e sulle ricadute occupazionali. Brescia è sicuramente snodo rilevante della riforma, per numero di banche, per la loro dimensione e per il loro autorevole gruppo dirigente. Una realtà composita che sembra porterà a decisioni non omogenee, ma che dovranno essere coerenti con lo spirito e la norma di questa singolare esperienza di cooperazione.

Alle Bcc e ad Ubi – Banca Unica il congresso ha dedicato uno specifico approfondimento attraverso la partecipazione ai lavori di Alessandro Spaggiari, segretario nazionale First con delega al credito cooperativo, e Riccardo Colombani che sempre per conto della segreteria nazionale ha seguito la trattativa del Gruppo UBI riguardo all’avvenuto passaggio da Banca Federata a Banca Unica.

E’ in corso il dibattito che vede prendere la parola numerosi delegati; al termine inizieranno le operazioni di voto per l’elezione del nuovo Consiglio generale e della Segreteria.