Prorogato l’accesso al servizio sanitario regionale per i figli di stranieri

minori stranieri e accesso al servizio sanitario regionaleImportante ma non sufficiente la proroga delle regole per l’iscrizione dei minori stranieri con genitori senza permesso di soggiorno al Servizio sanitario regionale della Lombardia. L’Anolf Cisl e le altre associazioni che avevano fatto ricorso al Tribunale di Milano contro Regione Lombardia per ottenere l’accesso al servizio sanitario pediatrico dei minori stranieri, accolgono con più di una riserva la decisione di Regione Lombardia.

Prendiamo atto della scelta della Regione – scrivono le associazioni – soprattutto perché, in assenza di proroga, la sperimentazione sarebbe terminata il 31 dicembre lasciando privi di tutela numerosi minori in Lombardia. Tuttavia, va necessariamente trovata una soluzione stabile che tuteli il diritto alla salute dei bambini, qualunque posizione giuridica essi abbiano“.

 

L’attuale decisione della Regione appare del tutto insufficiente per varie ragioni:

  • è una soluzione provvisoria che si limita a differire di un anno una soluzione stabile, laddove invece sarebbe necessario assumere una decisione definitiva, consentendo stabilmente e definitivamente l’iscrizione dei minori al Servizio sanitario regionale;
  • la proroga non consente una vera e propria iscrizione ad un pediatra in maniera continuativa, con il rischio di far venir meno il principio di continuità della cura da parte di un medico che conosca effettivamente la storia sanitaria del minore;
  • viene mantenuta l’esclusione dei minori dai 15 ai 18 anni;
  • la Regione non ha mai fornito dati in ordine all’esito della sperimentazione, impedendo così la necessaria;
  • è completamente mancata (e tuttora non è stata programmata) una campagna informativa dedicata alla sperimentazione per consentire ai genitori privi di permesso di soggiorno – che per la loro condizione sono ovviamente poco propensi ad accedere ai servizi pubblici – di esercitare effettivamente il loro diritto.

 

L’Anolf Cisl e le altre associazioni invitano pertanto la Regione ad aprire al più presto un dialogo con la società civile per dare una risposta definitiva al problema, come peraltro molte Regioni hanno già fatto.

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