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Poste, gestire l’aumento di corrispondenza con nuove assunzioni
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Poste, gestire l’aumento di corrispondenza con nuove assunzioni

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Pubblicato il 25 Novembre 2016

posta-giacente-non-consegnataSorpresa! Il volume della corrispondenza – negli anni scorsi in calo vertiginoso – sta tornando a livelli assai consistenti. Per questo Cisl Poste, Slc Cgil e Confsal chiedono alla dirigenza di Poste Italiane, quella di Brescia e quella della Lombardia, di rivedere gli accordi che nell’ultimo decennio hanno consentito di gestire senza traumi le eccedenze di personale e di tornare a progettare, anche in termini occupazionali, la fase di ripresa della corrispondenza postale. I sindacati lo scrivono in un documento trasmesso ai vertici aziendali prendendo spunto dalle criticità che si stanno registrando in questi giorni per far fronte alle quali è necessario potenziare la forza lavoro fino allo smaltimento delle giacenze.

COSA STA SUCCEDENDO E PERCHÉ

Cisl Poste, Slc Cgil e Sailp Confsal manifestano ai vertici aziendali la stessa preoccupazione dei numerosissimi portalettere della provincia di Brescia che si trovano a dover smaltire flussi anomali di corrispondenza. “La realtà postale bresciana è alimentata da ben due centri di meccanizzazione, quello di Milano e quello di Verona, che purtroppo inviano la corrispondenza in modo discontinuo, alternato, irregolare. Questa criticità rischia di portare al collasso il servizio di recapito non solo sulla città di Brescia ma anche in diversi centri primari e secondari di distribuzione”.

RAFFORZARE GLI ORGANICI, SUBITO

Bisogna rafforzare gli organici subito – aggiungono i sindacalisti – per evitare che si ripeta quanto già accaduto nel 2007, con la corrispondenza che negli uffici postali aveva invaso tutti gli spazi possibili ed immaginabili. Cisl Poste, Slc Cgil e Confsal evidenziano che gli straordinari effettuati nel fine settimana nei centri meccanizzati diminuiscono sicuramente la giacenza di Milano e Verona ma riversano una quantità di posta sul nostro territorio dove però non c’è forza lavoro per il recapito in numero adeguato: avere la corrispondenza bloccata è un danno per i cittadini ma anche per stessa azienda che rischia sanzioni per mancate consegne e per tempistiche non rispettate.

L’ AZIENDA PRENDA ATTO DELLA RIPRESA
DEI VOLUMI DI CORRISPONDENZA E AGISCA DI CONSEGUENZA

Se fino a ieri Poste Italiane, dati alla mano, ha portato avanti una politica di riduzione del personale a fronte della riduzione dei volumi di corrispondenza, oggi l’azienda deve prendere atto della positiva ripresa dei volumi di posta e agire di conseguenza.
Chiediamo uno sforzo eccezionale per il mantenimento in servizio del personale con contratti a tempo determinato in scadenza al 30 novembre, oltre alla messa in servizio di un ulteriore contingente per far fronte a questa imprevedibile emergenza, personale straordinario da scegliere preferibilmente tra quanti hanno appena cessato un periodo di lavoro in Poste Italiane che conoscono già il servizio, le zone di recapito ai quali è possibile ancora rinnovare o prorogare il contratto di lavoro”.