Sindacati, Inps, Comuni e Regione fanno rete contro l’esclusione sociale
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Sindacati, Inps, Comuni e Regione fanno rete contro l’esclusione sociale

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Pubblicato il 26 Settembre 2016

fare-reteSe la crisi economica comincia forse a dare una tregua, è anche necessario portare con forza l’attenzione sulla qualità del lavoro. I dati sull’utilizzo sempre più consistente dei voucher a 10 euro per pagare i lavoratori sono un segnale d’allarme che deve essere affrontato decisamente, perché lascia intravedere prospettive di povertà estremamente preoccupanti.

Lo ha detto Paola Gilardoni, segretario della Cisl Lombardia, a proposito del Rapporto 2015 dell’attivita dell’Inps regionale presentato nell’ambito del convegno sugli “strumenti innovativi di contrasto alla povertà e di inclusione sociale”.

Secondo la Cisl Lombardia, affinché gli interventi contro il disagio siano efficaci, occorre vigilare sulle risorse e su come vengono assegnate e utilizzate, innovare gli strumenti che favoriscano l’accompagnamento di politiche di sostegno con politiche di riattivazione delle persone nella comunità.

LO SVILUPPO DELLA COLLABORAZIONE SI CHIAMA CO-PROGETTAZIONE

“Bisogna introdurre nuovi modelli di governance tra soggetti di policy pubblici e soggetti organizzati della società civile – ha affermato Paola Gilardoni – che favoriscano la co-progettazione e un’innovata collaborazione, soprattutto in riferimento alle aree di nuovi bisogni. In quest’ottica potrà essere utile l’implementazione del casellario dell’assistenza istituito presso l’Inps e il Sia, Sostegno per l’inclusione attiva, per migliorare la conoscenza dei bisogni sociali e del sistema integrato di interventi sul territorio”.

MA I COMUNI VANNO A RILENTO

Uno strumento, il casellario, che avrebbe bisogno di un deciso impulso da parte dei Comuni. Al momento, infatti, 117 enti locali su 1530 hanno iniziato a usare la banca dati. “Non neghiamo le difficoltà – ha affermato Roberto Scanagatti, presidente Anci Lombardia – poiché i Comuni scontano organici sottodimensionati rispetto alle reali esigenze e gli adempimenti burocratici spesso sono eccessivi. Certamente, però, vogliamo vincere la sfida e dare risposte sempre più efficaci alle vecchie e nuove povertà, lavorando in rete con sindacati, Inps e anche la Regione”.

PER LA REGIONE E’ QUESTIONE DI SINERGIA

Per parte sua la Regione ha ribadito l’intenzione di voler lavorare in sinergia. “Le risorse – ha detto Massimo Garavaglia, assessore all’Economia – poche o tante ci sono. La buona volontà pure. Avanti così, per trovare soluzioni concrete alle nuove forme di disagio”.

DAL RAPPORTO LA SCOPERTA DELL’INPS CHE NON TI ASPETTI

Le 80 pagine del Rapporto 2015 dell’Inps regionale sono la fotografia di un’attività che spazia dall’erogazione della Naspi agli assegni di maternità, passando per pensioni di invalidità, la cassa integrazione, l’attività di vigilanza e tanto altro. “Un’attività che deve molto al lavoro dei Patronati – ha sottolineato il direttore di Inps Lombardia, Antonio Pone – che in questi anni hanno giocato un ruolo insostituibile perché hanno assunto in capo attività dell’istituto sul territorio”.

GENERARE VALORE, CREARE RETE

Complessivamente, secondo il presidente del Comitato regionale Inps, Maurizio Malini, il rapporto 2015 consente di verificare la propensione dell’istituto regionale di “generare valore”, sotto tutti i punti di vista. “L’obiettivo è incoraggiare la creazione di quella rete che rende più semplice, ottimale ed efficace la risposta al bisogno”.