Pensione anticipata, via libera dopo i 63 anni. Passo avanti nell’incontro Governo-sindacati
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Pensione anticipata, via libera dopo i 63 anni. Passo avanti nell’incontro Governo-sindacati

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Pubblicato il 12 Settembre 2016

L’anticipo pensionistico potrà essere richiesto a 63 anni. E’ questa l’aspetto più interessante dell’incontro tecnico sulle pensioni tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, e i sindacati. Potranno quindi uscire dal lavoro nel 2017 coloro che sono nati fino al 1954, una volta compiuti 63 anni. Per chi ha un lavoro l’anticipo sarà pagato con rate di ammortamento sulla pensione mentre, per coloro che sono disoccupati e non hanno ammortizzatori sociali, l’anticipo sarà gratuito (purché l’importo della pensione non sia superiore ai 1200 euro netti).

La sperimentazione – ha spiegato il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli – sarà di due anni per vedere quanto viene utilizzato e come funzionerà lo strumento”. Quanto alle risorse “il Governo non ha ancora stabilito quali saranno”, ma è stato ribadito che “l’Ape sarà a costo zero per le categorie svantaggiate con una soglia di 1.200 euro di pensione netta”.

I tre anni e sette mesi di anticipo – ha concluso Petriccioli –  “rappresentano il punto di mediazione raggiunto oggi; noi avevamo chiesto quattro anni”.

L’incontro che dovrebbe concludere il confronto su pensioni, lavoro e ammortizzatori è confermato per il 21 settembre presenti i segretari generali di Cgil Cisl Uil.