Terremoto e ricostruzione. L’appello della Cisl: il lavoro a tutela del territorio
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Terremoto e ricostruzione. L’appello della Cisl: il lavoro a tutela del territorio

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Pubblicato il 27 Agosto 2016

ciò che resta dopo il terremoto del 24 agosto 2016Noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, pronti ad accordi sindacali innovativi a livello nazionale, aziendale e nel territorio per favorire gli investimenti produttivi e la ripresa delle attività occupazionali e dei servizi nelle aree devastate dal sisma“. E’ uno dei passaggi chiave dell’editoriale (ripreso sotto forma di lettera al direttore anche dal Corriere della Sera) che apre l’edizione di oggi del quotidiano della Cisl “Conquiste del Lavoro”. Lo firma il segretario generale dell’organizzazione, Annamaria Furlan, sottolineando come “il tema del lavoro e della sua dignità è parente stretto di come salvaguardiamo la qualità della vita delle nostre comunità“, e chiudendo con una considerazione che diventa appello alla politica, all’impresa, alla società intera: “Non sprechiamo anche questa occasione per dimostrare di essere un Paese serio“.

 

Un progetto pilota per i borghi

Le immagini strazianti di Amatrice, Pescara del Tronto, Accumoli, Arquata devastati dal terremoto resteranno indelebili nelle memoria e nel cuore di tutti gli Italiani. Ma di fronte a questa tragedia nazionale la macchina dei soccorsi è stata impeccabile. Si parla troppo poco di queste persone così generose, preparate professionalmente e al servizio dei cittadini. Ci ricordiamo di loro quando li vediamo come gli «angeli del cielo» strappare alla morte decine di bambini o di anziani sepolti vivi dalle macerie del terremoto. È un’immagine alternativa rispetto ad un paese fatto di inefficienze, imbrogli, omissioni nella gestione della cosa pubblica.

Tuttavia, come ha scritto ieri Antonio Polito sul Corriere della Sera , «passata l’emergenza verrà il momento delle scelte». L’Italia è terribilmente impreparata alle calamità naturali, come accade con le alluvioni o le frane che ogni anno provocano la morte di tante persone. L’esempio virtuoso di Norcia che grazie ai lavori di consolidamento e di restauro fatti negli ultimi anni ha resistito al terremoto è emblematico. Tutto il contrario di altre località dove i fondi per l’adeguamento sismico di tanti edifici sono stati dirottati altrove ed altri finanziamenti non sono mai stati impegnati. Meccanismi di spesa farraginosi, sprechi, clientele, un rimpallo di responsabilità tra governo nazionale, regioni, enti locali: la cattiva gestione delle risorse pubbliche nel nostro paese è una antica piaga, nonostante i cospicui finanziamenti per la prevenzione del rischio sismico.

Ha ragione Polito a sollecitare dalle colonne del Corriere della Sera un «progetto pilota» per salvaguardare i borghi ed i centri storici, finanziato da «project bonds» con l’appoggio dell’Europa, ma scorporando la spesa per questi investimenti dal calcolo del deficit pubblico. È la proposta che la Cisl fa da tempo per le opere infrastrutturali, l’innovazione, la ricerca, la formazione. Sarebbe una straordinaria occasione di sviluppo per l’Italia e aprirebbe un grande dibattito sulla autentica missione dell’Europa. Perché dunque non provarci? È altresì importante che ieri il Premier Renzi abbia rilanciato il ruolo indispensabile della «concertazione» con il sindacato e le altre associazioni per affrontare i problemi economici e sociali del paese.

Noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, non solo raccogliendo fondi nei posti di lavoro per sostenere la ricostruzione, ma anche con un’ azione di impulso e di accordi sindacali innovativi a livello nazionale, aziendale e nel territorio, per favorire gli investimenti produttivi e la ripresa delle attività occupazionali e dei servizi nelle aree devastate dal sisma. Il tema del lavoro e della sua dignità è parente stretto di come salvaguardiamo la qualità della vita delle nostre comunità. Non sprechiamo anche questa occasione per dimostrare di essere un Paese serio.

Annamaria Furlan