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Montecampione, 50 giorni per un ultimo tentativo di salvataggio
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Montecampione, 50 giorni per un ultimo tentativo di salvataggio

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Pubblicato il 6 Agosto 2016

montecampione impiantiI dieci dipendenti della Montecampione Impianti tornano a sperare nella possibilità di lavorare anche in futuro nelle strutture sciistiche del comprensorio costruito negli anni Settanta sulle montagne di Artogne e Piancamuno. L’assemblea dei soci del Consorzio Montecampione che si è riunita ieri e che avrebbe dovuto sancire la fine del comprensorio sciistico per la mancanza di imprenditori disposti a rilanciare piste, impianti e turismo, ha invece aperto qualche piccola speranza per il futuro.

UN ULTIMO TENTATIVO

I soci hanno deciso di darsi ancora 50 giorni di tempo per tentare una nuova ricapitalizzazione quantificta in 600 mila. Partendo da una base tutt’altro trascurabile, quella dei 350 mila euro che Stefano Iorio e Matteo Ghidini si sono detti disponibili ad investire per far ripartire Montecampione.
Conti alla mano – scrive questa mattina Il Giornale di Brescia – i commercianti, i residenti e i proprietari di seconde case, dovranno racimolare almeno 250 mila euro per garantire la riapertura degli impianti di risalita. Un’impresa ardua ma non impossibile per una località che conta circa 2.400 appartamenti e una ventina tra commercianti e ristoratori”.

E’ ancora il quotidiano di via Solferino a riportare il messaggio dei due imprenditori all’assemblea: “Siamo pronti a metterci in gioco solo se lo farete tutti: privati, commercianti ed enti pubblici. O ci proviamo insieme, oppure stacchiamo subito la spina e lasciamo morire Montecampione”.

 

LA POSIZIONE DEI LAVORATORI

A fare il punto della situazione occupazionale era stato nei giorni precedenti l’assemblea Paolo Tempini della Fisascat Cisl provinciale che aveva riunito nella sede sindacale di Darfo i dieci lavoratori (una amministrativa e nove operai specializzati, addetti alle piste e alle manutenzioni). “Entro il 31 luglio – aveva riassunto il sindacalista – Montecampione Ski Area doveva deliberare se ritirare il ramo d’azienda da Montecampione Impianti oppure no. Non è successo e i dipendenti sono tornati in carico a Montecampione Impianti Spa. Così, il curatore fallimentare ci ha comunicato il licenziamento di tutto il personale. La loro situazione non cambia con l’ipotesi di ricapitalizzazione, ma sicuramente potremmo trattare la loro riassunzione nella società che si farebbe carico del ramo d’azienda”.