Disagio lavorativo, la Cisl apre uno sportello di consulenza. La parola chiave è “prevenzione”
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Disagio lavorativo, la Cisl apre uno sportello di consulenza. La parola chiave è “prevenzione”

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Pubblicato il 1 Agosto 2016

stress e disagio lavorativoServizio Ascolto Formazione e Sicurezza (SAFe’S). Si chiama così lo sportello che la Cisl bresciana ha avviato da qualche settimana nella sede cittadina di via Altipiano d’Asiago. Un servizio nuovo per problemi nuovi e purtroppo sempre più ricorrenti in tanti luoghi di lavoro. Sono le situazioni derivanti dallo stress, dal disagio lavorativo e dal mobbing che vanno sotto il nome di “rischio psicosociale”, una delle sfide principali nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro perché hanno considerevoli ripercussioni non solo sulla salute delle singole persone, ma anche su quella delle imprese e delle economie nazionali.

PREVENZIONE

Se affrontati però con la stessa logica e sistematicità riservate ad altre questioni di salute e sicurezza sul lavoro, è possibile prevenire e gestire con efficacia questi rischi psicosociali.

ASCOLTO E ORIENTAMENTO

“In quest’ottica – spiega Laura Valgiovio della Segreteria provinciale della Cisl – abbiamo avviato il nuovo sportello, affidandolo alla competenza e alla professionalità di Francesca Filippini, psicologa del lavoro, in collaborazione con As Konsulting Srl e lo Studio Associato Ismec. Un servizio di ascolto e orientamento per il mobbing e il disagio lavorativo per aiutare i lavoratori a comprendere con maggiore chiarezza contesto e tipologia dei problemi che li condizionano, aiutandoli a trovare le situazione migliori”.

LA FORMAZIONE

In parallelo lavoreremo sulla formazione – aggiunge Adele De Prisco, responsabile del servizio salute e sicurezza del lavoro della Cisl bresciana – perché cresca nei dirigenti, operatori, Rls e Rsu della Cisl una considerazione adeguata dei rischi che incidono sul benessere psicofisico dei lavoratori”.

UN PIANO INTEGRATO

Con questo progetto – conclude la Valgiovio – la Cisl intende attuare un piano integrato di prevenzione dei rischi psicosociali, consapevole del fatto che la prevenzione ha un impatto positivo sulla motivazione e sulla soddisfazione dei lavoratori, ma anche sull’organizzazione e sull’intera società”.

 

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