Turchia, anche la Cisl al presidio in Ambasciata per il rispetto dei diritti umani
TORNA INDIETRO

Turchia, anche la Cisl al presidio in Ambasciata per il rispetto dei diritti umani

2 min per leggere questo articolo

Pubblicato il 26 Luglio 2016

manifestazione cgil cisl uil scuola per la libertà dell'istruzione in turchiaPromossa dalle categorie della Scuola di Cgil Cisl Uil si è tenuta oggi pomeriggio davanti all’ambasciata della Turchia a Roma una manifestazione di protesta contro il governo turco che dopo il fallito colpo di stato militare ha messo in atto contro gli insegnanti una vera e propria epurazione, un atto incompatibile con le più elementari regole della democrazia e dello stato di diritto.

 

FURLAN (CISL): LA REAZIONE AL TENTATO GOLPE
PRETESTO PER SRADICARE OGNI OPPOSIZIONE

“Negli ultimi giorni – scrive il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan in una nota – sono stati arrestati non solo migliaia di soldati, generali e ufficiali di polizia ma, in un processo di escalation, anche presidi universitari, dipendenti del ministero dell’istruzione, giornalisti e professionisti dei media, giudici e pubblici ministeri, insegnanti, funzionari pubblici. Tutte le libertà fondamentali, a cominciare dal rispetto dei diritti delle donne, sono oggi fortemente attaccate dal Governo di Erdogan.

La velocità e la portata degli arresti fa temere che il Governo turco stia usando il colpo di stato come un pretesto per sradicare ogni opposizione democratica. Tutto questo è incompatibile per un paese candidato ad entrare in Unione Europea, dove il rispetto della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, il ripudio della pena di morte, rappresentano valori non negoziabili”

DALL’UNIONE EUROPEA DEVE VENIRE UN SEGNALE FORTE

“Per questo facciamo appello alla Commissione Europea ed al Consiglio Europeo – conclude Annamaria Furlan – affinché condanni esplicitamente la condotta del Governo turco, prendendo tutte le misure necessarie, compresa la sospensione del processo di adesione, se non dovesse essere posto immediato termine a questa drammatica ed inaccettabile violazione dei diritti fondamentali e dei valori politici, morali e culturali alla base dell’Unione Europea”.