Scuola nel caos, la chiamata diretta è un moltiplicatore insostenibile di burocrazia
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Scuola nel caos, la chiamata diretta è un moltiplicatore insostenibile di burocrazia

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Pubblicato il 21 Luglio 2016

SCUOLEUn discutibile efficientismo di facciata da parte del Ministero dell’Istruzione che non ha acconsentito al rinvio di un anno dell’avvio della chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici, sta provocando un caos organizzativo mai visto nelle scuole costringendo i dirigenti scolastici a revocare le ferie del personale e le proprie per procedere alla definizione dei bandi oltre tutto in tempi ristrettissimi.

Denuncia la Cisl Scuola Lombardia: “Dopo un anno scolastico già complicato – ogni riferimento agli adempimenti derivanti dall’approvazione della riforma scolastica è voluto, con l’immissione in ruolo dei docenti avvenuta a metà anno scolastico, la costituzione dei Comitati di valutazione e la definizione dei Piani dell’offerta formativa triennali – la richiesta di procedere con i bandi per la chiamata diretta dei docenti dell’organico potenziato appare un vero e proprio accanimento”,

“La legge prevede la chiamata diretta – spiega il sindacato – però bisogna consentire ai dirigenti scolastici di lavorare in modo sereno, nel rispetto sia della loro dignità professionale innanzitutto e soprattutto con l’obiettivo di attivare procedure serie e rispettose della dignità e professionalità dei docenti, affinché la valutazione dei loro curricula sia quanto più possibile in coerenza con le necessità educative e didattiche delle scuole e soprattutto con i bisogni dei ragazzi che la vera priorità. Costringere i dirigenti a fare un pessimo lavoro non aumenta né la credibilità dei dirigenti né delle istituzioni scolastiche nel loro complesso”.

Secondo al Cisl Scuola lombarda la maggior parte dei dirigenti, a fronte di tempi così ristretti e per non incorrere in contenziosi, non procederà con la chiamata diretta, come prevede la legge, bensì con la chiamata surrettizia sulla base di una graduatoria non ufficiale, costruita con i criteri di quelle vecchie, procedendo in un senso diverso da quanto previsto dalla legge.

Il sindacato Scuola della Cisl sollecita il rinvio delle operazioni all’anno scolastico 2016/17, per mettere a punto gli strumenti necessari per rendere effettiva ed efficiente l’applicazione della legge sulla “Buona scuola”. In alternativa si chiede che le operazioni vengano messe in capo – come consnete la normativa – agli uffici scolastici regionali.