Stefana, per i 69 lavoratori di Montirone il futuro si chiama Alfa Acciai
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Stefana, per i 69 lavoratori di Montirone il futuro si chiama Alfa Acciai

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Pubblicato il 20 Giugno 2016

Nessun rilancio da parte di Aqa-Real Sider nell’asta per l’acquisto dell’acciaieria Stefana di Montirone. Il notaio Mistretta ha così formalizzato il passaggio di proprietà all’Alfa Acciai di Brescia che la scorsa settimana era tornata in gara con un’offerta di 2 milioni e 805mila euro, superiore a quella della società costituita dall’immobiliare Aqa di Sarezzo.

“Dopo l’assegnazione si è svolto l’incontro per la sottoscrizione dell’accordo sindacale previsto dalla legge sul trasferimento d’azienda – scrive in una nota la Fim Cisl – relativo al passaggio dei 69 lavoratori dello stabilimento ex Stefana senza soluzione di continuità. L’accordo prevede l’utilizzo del contratto di solidarietà per la gestione del primo periodo in cui non saranno impiegati a pieno regime”.

Presentando le sue intenzioni in caso di aggiudicazione, Alfa Acciai aveva anticipato nei giorni scorsi alle organizzazioni sindacali che ai lavoratori saranno garantite le attuali condizioni economiche; nel caso fosse necessario ricorrere alla cassa integrazione il gruppo siderurgico riconoscerà ai suoi 69 nuovi addetti le integrazioni di cui godono già i lavoratori di Alfa Acciai.

“Rimane la preoccupazione per lo stabilimento della Stefana di via Bologna a Nave – conclude la nota dei metalmeccanici della Cisl bresciana – per il quale scade nei prossimi giorni il prossimo bando” e dove i suoi 186 dipendenti, ormai senza copertura degli ammortizzatori sociali, vivono settimane di grande preoccupazione.