Calano gli sfratti ma la crisi abitativa non accenna a diminuire

Sfratti-sicet“I dati forniti dal Ministero dell’Interno sugli sfratti convalidati nel 2015 a Brescia e provincia mostrano una prima e positiva inversione del trend, ma crescono le richieste di esecuzione, segno eloquente che l’emergenza abitativa non accenna a diminuire”. Fabrizio Esposito, responsabile del Sicet di Brescia, il sindacato inquilini della Cisl di Brescia, non ha dubbi: “Se si intende davvero uscire dal tunnel è necessaria una riforma organica della legge che regola il mercato delle locazioni e, al tempo stesso, appare indispensabile il rifinanziamento del settore delle “case popolari” per costruire un sistema d’offerta pubblica adeguato al fabbisogno ed in linea con quella dei paesi europei più avanzati”.

 

NUMERI E PERCENTUALI

Al netto calo degli sfratti convalidati nell’ambito del Comune capoluogo (– 27% con 582 sfratti nel 2015 rispetto agli 802 sfratti del 2014) fa eco un calo più contenuto nell’ambito degli altri Comuni della Provincia (– 5 % con 1361 sfratti del 2015 in luogo dei 1436 sfratti del 2014).
Ne consegue un dato medio per la Provincia di Brescia (-13 %) che è di poco inferiore a quello regionale (-15%) e a quello nazionale (- 16 %).

 

NEL BRESCIANO LA MEDIA PIÙ ALTA TRA SFRATTI E FAMIGLIE RESIDENTI

In pratica si tratta di uno sfratto ogni 274 famiglie residenti nella Provincia di Brescia a fronte di una media regionale e di una media nazionale che corrispondono rispettivamente ad uno sfratto ogni 358 famiglie e ad uno sfratto ogni 399 famiglie.

 

IL PESO DEGLI SFRATTI IN ATTESA DI ESECUZIONE

Al dato positivo della riduzione degli sfratti convalidati si contrappone però il peso degli sfratti ancora pendenti ed in attesa di esecuzione: nel 2015 crescono le richieste di esecuzione degli sfratti convalidati con un aumento 22% nell’ambito della Provincia di Brescia (+18 % a livello regionale e + 2 % a livello nazionale).
E d’altra parte, anche volendo limitare l’analisi all’ambito del Comune di Brescia dove il trend positivo risulta più marcato, emerge che il dato sugli sfratti convalidati nel 2015 è analogo a quello del 2009 e del 2010 e cioè i dati sugli sfratti convalidati nel 2015 sono praticamente equivalenti a quelli del periodo del boom degli sfratti determinato dalla crisi economica.
In altre parole dal quadro complessivo formato dai dati relativi agli ultimi sette anni appare lampante che l’emergenza sfratti è tutt’altro che risolta o in via di risoluzione automatica.

 

PROVEDIMENTI TAMPONE CON QUALCHE EFFETTO POSITIVO
MA SENZA PROSPETTIVA DI LUNGO PERIODO

Evidentemente vi è un allentamento della morsa della crisi economica che favorisce un’attenuazione del fenomeno e così pure qualche effetto positivo è stato prodotto dalle varie misure “tampone” messe in atto dai diversi livelli istituzionali (Stato, Regione, Comuni) grazie anche al concorso delle parti sociali. Tuttavia, trattandosi di un problema che riflette un cambiamento strutturale della domanda abitativa e della capacità di spesa delle famiglie, non sono sufficienti i provvedimenti che mirano semplicemente a gestire la fase acuta del problema.

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