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Case popolari, non si ferma l’impegno sindacale per correggere la riforma della Regione
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Case popolari, non si ferma l’impegno sindacale per correggere la riforma della Regione

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Pubblicato il 26 Maggio 2016

sicet brescia 2Il Consiglio regionale della Lombardia discuterà a fine giugno il testo di riforma dell’edilizia residenziale pubblica messo a punto dalla Giunta.

Lo hanno confermato oggi presidenza e assessorato alla casa della Regione incontrando i sindacati degli inquilini e di Cgil Cisl Uil che hanno consegnato la petizione popolare sostenuta da 12.000 firme di cittadini lombardi fortemente critica sul progetto e con precise richieste di intervento e di modifica.

 

PRESSIONE E SENSIBILIZZAZIONE

Sicet, il sindacato inquilini della Cisl, assieme alle altre sigle che tutelano gli assegnatari delle case popolari, manterrà alta la pressione sui consiglieri regionali tornando a sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica con una nuova manifestazione regionale messa in calendario per il 21 giugno.

 

clicca Qui per scaricare il volantino
Più case, più servizi, più tutele

 

Al presidio di oggi era presente una delegazione della Cisl bresciana con il segretario Alberto Pluda,  il responsabile del Sicet Fabrizio Esposito e quello dell’Anolf Matteo Bracchi, insieme a diversi operatori dei servizi Cisl.

sicet brescia

 

MANCA UN IMPEGNO STRUTTURALE

La Cisl – ha dichiarato il segretario regionale Beppe Saronni che ha la delega ai problemi dell’edilizia residenziale pubblica – ritiene che il tema dell’abitare debba far parte delle politiche sociali. Affinché ciò si realizzi riteniamo che ci debba essere uno stanziamento strutturale pari all’1% del bilancio regionale”.

Nel testo all’esame del Consiglio manca invece un impegno strutturale sul finanziamento dell’edilizia pubblica. “Occorre valorizzare il patrimonio abitativo – ha aggiunto il sindacalista – dare risposte all’emergenza casa, ridestinare gli alloggi sfitti ad uso sociale. Per questo chiediamo a tutta l’amministrazione regionale e a tutte le forze politiche che nel dibattito consiliare programmato a giugno si affronti la questione in modo diverso dal paradigma adottato nella proposta di legge”.

 

I RISCHI SOCIALI DI INADEGUATE POLITICHE SULLA CASA

Molte sono le preoccupazioni dei sindacati sul nuovo assetto che potrebbe profilarsi in relazione alle soluzioni proposte nel progetto di legge e in quelli abbinati, sia con riferimento alla missione e al modello di servizio del patrimonio abitativo pubblico, sia rispetto ai rischi sociali collegati a una carente o sbagliata politica di contrasto all’emergenza casa e alla deprivazione abitativa, nonché ad un’assente politica di investimenti in grado di rilanciare il settore.

 

DISCRIMINAZIONI E OPACITÀ

“La misura solidaristica per compensare i gestori dei mancati ricavi per morosità incolpevole è insufficiente – ha sottolineato Pierluigi Rancati, segretario generale Sicet Lombardia – mentre i finanziamenti previsti per i programmi di recupero degli immobili, comprensivi degli scarsi stanziamenti statali, sono le stesse risorse trovate nel precedente assestamento di bilancio e non hanno una valenza strutturale”.

Non solo: la riforma propone una disciplina degli accessi discriminatoria verso i poveri e i migranti, con limitazioni per quote d’ingresso e con meccanismi opachi di assegnazione degli alloggi.