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Torri (Cisl) e l’unità sindacale: si costruisce niente se si continua con i vecchi schemi
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Torri (Cisl) e l’unità sindacale: si costruisce niente se si continua con i vecchi schemi

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Pubblicato il 22 Gennaio 2016

Se non vedono contraddizione tra l’assemblea di stamattina (che autonomamente hanno programmato, autonomamente hanno portato avanti e autonomamente hanno tenuto) e il percorso unitario degli ultimi mesi è solo perché guardano da un’altra parte”. Ad affermarlo è il segretario provinciale della Cisl, Enzo Torri, sollecitato dai giornalisti a commentare l’iniziativa Cgil per una “carta dei diritti universali del lavoro”.

 

Torri, ma lei era stato invitato?
Sì, con una mail arrivata martedì.

E come mai non ha accettato l’invito?
Perchè le fondamenta su cui poggiare una nuova idea di unità sindacale vanno costruite unitariamente. E non è questo il caso. Abbiamo tutti troppa esperienza per fingere di non sapere che anche il metodo è sostanza.

Ma l’ha fatto sapere agli interessati?
Certamente, in una mail che io e il collega della Uil abbiamo inoltrato ieri all’indirizzo dal quale abbiamo ricevuto la comunicazione dell’assemblea. E lo abbiamo fatto con dispiacere, perché i diritti universali del lavoro sono priorità comune del movimento sindacale, non di qualcuno che prima se ne intesta la titolarità e poi va al microfono a dire che bisognerà dialogare anche con Cisl e Uil.

Cos’è che le aveva fatto sperare in qualcosa di diverso da parte della Cgil?
Stiamo facendo unitariamente assemblee nazionali sulle pensioni, abbiamo firmato unitariamente un documento di svolta a proposito di contratti e relazioni industriali, a livello locale abbiamo sottoscritto unitariamente pochi giorni fa una convenzione per dare funzionalità ad uno strumento di studio sulla contrattazione, stiamo discutendo unitariamente su altre iniziative importanti. Sarebbe utile che via Folonari facesse sapere se il quadro di riferimento è questo o è la campagna che hanno lanciato stamattina, su contenuti mai condivisi né discussi, e per di più con l’idea di assemblee e votazioni nei luoghi di lavoro

Che voi accetterete di fare?
Come abbiamo scritto ieri, saranno le categorie a dare una risposta.