Primi bilanci per il nuovo ISEE: più favorevole per oltre la metà della popolazione
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Primi bilanci per il nuovo ISEE: più favorevole per oltre la metà della popolazione

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Pubblicato il 19 Gennaio 2016

La nuova dichiarazione ISEE, entrata in vigore poco più di un anno fa, 1 gennaio 2015, è stata utilizzata da 1 italiano su 6 nei primi 9 mesi del 2015. La nuova dichiarazione – si legge in un comunicato del Ministero del Lavoro – permette delle stime più veritiere sul patrimonio dei nuclei familiari garantendo più equità.

Al 30 settembre 2015 la percentuale di popolazione coperta da dichiarazione ISEE è pari al 16,7% del totale dei residenti, passando da circa il 14% nel Centro-Nord al 22% nel Mezzogiorno. Si conferma la buona capacità del sistema ISEE di assorbimento delle nuove procedure. Anche in settembre, il mese dell’anno in cui sono state presentate più dichiarazioni sostitutive uniche (oltre 620.000, il 76% in più che nella media dei mesi precedenti) i tempi di rilascio sono stati abbondantemente sotto la metà di quelli programmati, meno di sei giorni a fronte dei 14 previsti dal regolamento ISEE.

L’indicatore è oggi molto più veritiero: i redditi non sono più autodichiarati, ma rilevati direttamente presso l’anagrafe tributaria mentre con riferimento al patrimonio mobiliare (conti correnti, libretti di deposito…) l’annuncio del rafforzamento dei controlli ha risultati eclatanti: le Dichiarazioni Sostitutive Uniche con patrimonio mobiliare nullo passano da quasi il 70% al 16%; nel Mezzogiorno, in particolare, si è passati da quasi il 90% a poco più del 20.

In settembre oltre i due terzi degli ISEE sono stati presentati al fine di richiedere prestazioni di diritto allo studio universitario.

Per oltre metà della popolazione il nuovo ISEE è più favorevole (46,7%) o indifferente (11,3%) rispetto al vecchio. Per il resto della popolazione per cui il nuovo indicatore è meno favorevole, ciò dipende dai valori patrimoniali: il patrimonio infatti pesa molto di più nel nuovo indicatore, da un settimo (13,5%) a un quinto (19,5%). Per effetto del maggior valore del patrimonio, aumentano la media e la mediana generale, ma comunque in misura contenuta (rispettivamente, di circa il 5% e il 3%).