Stefana, novità importanti. Fim Cisl: vogliamo verificare le prospettive occupazionali

Ph. Mattia AquilaE’ in programma oggi un incontro tra le organizzazioni sindacali e il liquidatore giudiziale della Stefana, il gruppo siderurgico che un anno fa ha interrotto la produzione nei suoi quattro stabilimenti (due a Nave, uno ad Ospitaletto e Montirone) ricorrendo al concordato preventivo per affrontare una grave crisi di prodotto e di mercato.

 

TANTE MANIFESTAZIONI DI INTERESSE
Un incontro “tecnico” legato alle procedure in atto, nel corso del quale, però, non è escluso che si tocchino anche le novità emerse dal decreto con cui il Tribunale di Brescia ha omologato il concordato preventivo per la Stefana, vale a dire che non solo Gip ed Esselunga sono interessate agli stabilimenti della Stefana (per farne un polo logistico), ma anche Alfa Acciai, Feralpi e la camuna Img.

FIM CISL: LA NOSTRA E’ UNA VALUTAZIONE POSITIVA
È vero che l’incontro verterà su un altro tema – ha detto Roberto Farina della Fim Cisl provinciale rispondendo al cronista del Giornale di Brescia – ma sarà anche l’occasione per fare domande su quanto emerso negli ultimi giorni. La nostra è una valutazione positiva perché si tratta di interessi del territorio e di realtà che conosciamo bene e che potrebbero dare a Stefana una prospettiva di sviluppo”.

UN QUADRO ARTICOLATO
A riassumere con efficacia il quadro degli interessi emersi dalla omologa del Tribunale sul futuro della Stefana è Bresciaoggi che scrive: “Innanzitutto quello connesso alla proposta presentata da Gip (della famiglia Ghidini, tra i soci rilevanti della Stefana) e Esselunga per i siti di via Brescia a Nave, di Montirone e Ospitaletto con prospettive per 397 addetti; Alfa Acciai di Brescia ha depositato un’offerta per i rami di via Brescia a Nave e di Montirone; Feralpi Siderurgica di Lonato ha manifestato l’interesse per una gara finalizzata all’alienazione degli insediamenti di via Brescia a Nave e di Montirone; la Img di Cividate Camuno ha espresso l’interesse ad acquisire, con altri industriali italiani e turchi, il sito via Bologna a Nave con l’assunzione di almeno 120 – 130 lavoratori e l’acquisizione di 40/45 mila tonnellate di materiale in magazzino”.

LE OPPORTUNITÀ’ VANNO VALUTATE ANCHE
PER I POSTI DI LAVORO CHE POSSONO GARANTIRE
Ora però – conclude il sindacalista della FIm Cisl di Brescia – vogliamo capire al meglio i possibili sviluppi, con particolare riguardo all’aspetto occupazionale”.

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