Ubi, lasciano in 339 (84 nel bresciano). L’accordo prevede però 130 nuovi ingressi

ubi banca bresciaSindacati e Ubi Banca hanno firmato mercoledì scorso, 23 dicembre, un accordo sull’accoglimento di 339 domande di esodo volontario ancora in sospeso. La situazione che si era determinata lo scorso anno dopo che il numero di richieste di esodo volontario e incentivato presentate in relazione intesa del 26 novembre 2014 era stato molto più alto delle 500 unità previste.

Nel nuovo accordo – grazie al quale anche 77 lavoratori del Banco di Brescia e 7 della Banca di Valle Camonica vedono accolta la loro domanda di esodo volontario – a fronte delle 339 uscite sono previsti nuovi inserimenti e stabilizzazione di lavoratori precari per almeno 130 posizioni lavorative; in prospettiva, in presenza di eventuali ulteriori uscite (fino a 70 nel gruppo), Ubi Banca si è impegnata all’assunzione di un numero ulteriore di giovani, fino ad un massimo di 30 unità.

 

 

A ogni uscita corrisponde la perdita di un patrimonio umano e professionale difficilmente sostituibile” scrivono le organizzazioni sindacali in un comunicato, spiegando che i criteri guida sono quelli di un “bilanciamento tra le necessità di contenimento del costo del lavoro, la creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani, le aspettative di chi vuole esodare e le necessità organizzative concrete di chi resta”.

Questo accordo, in continuità con quelli precedenti, individua soluzioni negoziali che fanno scuola nel settore – si legge ancora nella nota sindacale – come il diritto assoluto di precedenza per i lavoratori con gravi problemi di salute, che garantisce l’accoglimento della domanda di prepensionamento, dà risposte certe e concrete a situazioni di difficoltà”.

Ora ci aspettiamo chiarezza per il futuro – concludo le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori – perché le continue e discordanti notizie circa prossime possibili integrazioni o operazioni societarie alimentano incertezza e preoccupazione”.

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