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Non autosufficienza, cresce il peso sulle famiglie (e l’assistenza in nero)
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Non autosufficienza, cresce il peso sulle famiglie (e l’assistenza in nero)

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Pubblicato il 22 Dicembre 2015

no autosufficienzaIn Italia sono 2,5 milioni gli anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti, ma per le istituzioni e la politica non rappresentano ancora una priorità ed è così che nel totale silenzio diminuiscono i servizi a titolarità pubblica, mentre cresce e si aggrava il peso dell’assistenza sulle spalle delle famiglie.

 

Il rapporto
Lo scrive il quotidiano on line Redattore Sociale riferendo del quinto rapporto sull’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia messo a punto dal Network non autosufficienza: non è solo un quadro esaustivo sullo stato dei servizi, ma è un memorandum visto che “l’Italia – spiega il rapporto – appare ancora in ritardo nel riformare il proprio sistema di servizi pubblici rivolti agli anziani non autosufficienti. Altri Paesi, europei e non, sono stati più lungimiranti e già da alcuni anni hanno compiuto vere riforme per definire una visione del problema e garantirgli una sostenibilità”.

La riduzione dei servizi
I trend delineano uno scenario chiaro, soprattutto se si prendono come punto di riferimento gli anni pre-crisi: i servizi sono quasi tutti in contrazione, anche se lieve. La copertura dei servizi di assistenza domiciliare per gli over 65 (Sad) dal 2005 al 2012 ha visto una variazione del -0,3 per cento. La dotazione di posti letto per over 65 è diminuita dello 0,2 per cento dal 2010 al 2012. Un meno 0,7 per cento anche per l’indennità di accompagnamento dal 2010 al 2013. L’unica ad aver percentuali positive è l’assistenza domiciliare integrata (Adi) per utenti anziani che dal 2005 al 2012 è aumentata dell’1,4 per cento.

Il peso scaricato sulle famiglie
La riduzione dei servizi è dovuta ad una “riduzione di risorse, soprattutto a livello centrale”. L’effetto di questa contrazione di risorse e di servizi è finita così nel bilancio delle famiglie italiane. La famiglia ha cercato di razionalizzare la propria economia familiare e ha cominciato a mantenere l’indennità di accompagno in casa e impegnare di più la famiglia in compiti di assistenza. Questo impegno maggiore della famiglia ha portato ad un impegno consistente del lavoro nero, con l’assistente familiare non in regola.

Qualcosa si muove
Tuttavia, qualcosa si muove, proprio a livello centrale. A partire dal rifinanziamento del Fondo per la non autosufficienza nella Legge di stabilità, con 400 milioni. Ma questo non basta per invertire la tendenza. Per i curatori del rapporto serve un’attenzione politica nuova.