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Patronati, venerdì 4 dicembre la Lombardia si mobilita contro i tagli
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Patronati, venerdì 4 dicembre la Lombardia si mobilita contro i tagli

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Pubblicato il 1 Dicembre 2015

i tagli ai patronatiI patronati si mobilitano contro i tagli previsti della Legge di stabilità. Venerdì 4 dicembre in tutta la Lombardia gli sportelli dell’INAS Cisl e dei patronati di Cgil, Uil e Acli rimarranno chiusi e si terranno iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica.

La situazione è grave: sono una quindicina le sedi territoriali dei patronati che se verranno confermati i tagli previsti dalla legge di stabilità rischiano di non poter proseguire la loro attività. Complessivamente la riduzione delle risorse trasferite dallo Stato ai servizi è di 63 milioni per il 2015-2016 (35 già previsti dalla finanziaria nel 2015, ai quali si aggiungono i 28 della legge di stabilità del 2016 già approvata dal Senato) rispetto ai 430 precedenti.

Per la Lombardia, solo per il sistema dei patronati, che garantiscono servizi di tutela individuale sul fronte previdenziale e dell’assistenza, si stima una ricaduta in termini di tagli di oltre 6 milioni.
Per avere un quadro completo, basta qualche dato: il sistema dei patronati di Cgil, Cisl, Uil, Acli (Cepa), in Lombardia patrocinano e trasmettono in via telematica agli enti preposti poco meno di un milione di pratiche; le sedi sono 326 con 632 operatori dipendenti e comandati.

La mobilitazione, hanno spiegato i sindacati, non è tanto in difesa del sindacato e dei suoi operatori, che pure vengono pesantemente colpiti da questi tagli, ma soprattutto per salvaguardare un pezzo importante di stato sociale nel nostro paese, e soprattutto le fasce più deboli della popolazione che vedono nelle nostre attività di tutela un riferimento importante.

La telematizzazione dell’INPS ha lasciato i cittadini soli – afferma Angela Presciani, responsabile INAS Lombardia – se non potessero rivolgersi ai patronati non saprebbero come fare. Basta pensare che in Lombardia l’87% delle pratiche dell’istituto è svolto dai patronati”.