La Cisl sfida le aziende: i risparmi sulla mobilità vanno dirottati alla formazione

fondi interprofessionaliA fine 2016 le aziende sopra i 15 dipendenti non dovranno più versare lo 0,30% calcolato sulla retribuzione dei lavoratori  per pagare la mobilità: perché non usarlo in tutto o in parte per finanziare politiche attive per il lavoro?

E’ una proposta della Cisl Lombardia di cui si è fato portavoce Roberto Benaglia, segretario regionale Cisl, nel corso dell’incontro sul futuro dei fondi interprofessionali organizzato con Cgil e Uil regionali a Cascina Triulza, il padiglione sociale dentro Expo 2015.

Oltre a destinare ciò che le aziende non dovranno più versare per la mobilità, la Cisl propone di creare la figura del delegato alla formazione e di decontribuire le ore di formazione, in quanto sostegno alla produttività.

“Occorre sostenere tutti gli strumenti che favoriscono l’occupabilità, la formazione, la competitività delle imprese – ha aggiunto Benaglia – in un percorso per tornare a occuparci di quello che è il vero futuro del sindacato. Un sindacato fatto di meno chiacchiere e più competenze”, con una cassetta degli attrezzi adeguata alle sfide della ripresa.

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