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Immigrati, la Prefettura riconsidera i criteri delle pratiche respinte nell’emersione 2012
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Immigrati, la Prefettura riconsidera i criteri delle pratiche respinte nell’emersione 2012

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Pubblicato il 23 Settembre 2015

“A seguito del recente parere espresso dal Consiglio di ed in ragione delle nuove linee interpretative emanate dal Ministero dell’Interno” la Prefettura di Brescia ha deciso di riconsiderare “alcuni dei criteri” adottati dallo Sportello Unico per l’Immigrazione nell’esame delle “istruttorie concernenti l’emersione del lavoro irregolare per l’anno 2012”. La notizia è stata pubblicata questa mattina sul sito internet della Prefettura, accompagnata da tre atti di indirizzo “con i quali vengono definiti i criteri di riesame delle pratiche” – circa 4.000 – respinte nel 2012.

CERTIFICATI MEDICI OK
PER STABILIRE LA PRESENZA IN ITALIA PRIMA DEL 31.12.2012

Una delle ragioni che hanno fatto di Brescia un caso nazionale per l’abnorme numero di respingimenti delle domande di emersione, è stata l’interpretazione restrittiva della documentazione necessaria a provare la presenza in Italia dei richiedenti prima del 31 dicembre 2011: nel riesame delle pratiche verranno invece riconosciuti come provenienti da pubblico organismo i certificati di medici.

Anche una eventuale uscita dall’Italia e un successivo reingresso non sono più ragione di rigetto della domanda di emersione. Verranno anche riesaminate le pratiche rigettate per il pagamento tardivo di contributi da parte dei datori di lavoro chiamati a certificare la presenza in Italia e l’occupazione degli immigrati in attesa di regolarizzazione.

COME CHIEDERE LA RIAPERTURA DEL FASCICOLO
Le pratiche degli immigrati che in questi anni di contenzioso hanno presentato richiesta di annullamento del respingimento dell’istanza al Tar o al Consiglio di Stato verranno riesaminate d’ufficio; chi non ha fatto ricorso fino ad ora potrà semplicemente presentare domanda di riapertura del suo fascicolo.

NUOVE POSSIBILITÀ DI RIESAME
ANCHE PER LE DICHIARAZIONI CONTRAFFATTE E CONTRADDITORIE
I nuovi indirizzi della Prefettura comprendono anche i casi di “dichiarazione contraffatta”: i responsabili saranno chiamati a rispondere penalmente delle false attestazioni prodotte, ma se saranno in grado di integrare le domande di emersione con documenti autentici, potranno vedere accolta la loro richiesta di regolarizzazione.

Anche in caso di dichiarazioni contraddittorie tra lavoratore e datore di lavoro, lo Sportello unico della Prefettura potrà accogliere la domanda di esame di nuove dichiarazioni e convocare le parti.